FONDI EUROPEI

Alta tecnologia per la salvaguardia dei nuraghi: il progetto dell’università di Cagliari

di Davide Madeddu

Dai sistemi colloidali di ultima generazione ed ecocompatibili ai solventi non inquinanti, continuando con malte capaci di salvaguardare strutture di pregio ma “datate” e a rischio cedimento. Ossia, beni culturali e alta tecnologia, un connubio che unisce passato e futuro. Sono le soluzioni che Materiali Academy (laboratorio di studio e ricerca fondato all'interno della facoltà di ingegneria all'università di Cagliari) ha ideato per salvaguardare i beni culturali che partono dai nuraghi e arrivano sino ai giorni nostri. Tra le soluzioni prospettate una serie di prodotti eco compatibili e ultra resistenti. Tutti a basso impatto e privi di solventi, capaci, in qualche caso, di rigenerare elementi deteriorati attraverso un semplice processo chimico fisico o di ripulire, dallo smog edifici e strutture di pregio, senza danni o effetti collaterali. Una sfida scientifica che non si ferma qui. Il laboratorio quest'anno organizza anche, una sessione estiva aperta ai ricercatori ma anche agli addetti ai lavori, aziende comprese. Il progetto (per organizzare la scuola saranno spesi trentamila euro) è finanziato dalla Regione nell'ambito del programma S3 e si giova delle risorse europee del Por Fesr 2014-2020. Giorgio Pia, ricercatore dell'università di Cagliari, spiega gli obiettivi del progetto.
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