Economia

Allarme Confindustria: economia colpita al cuore da Coronavirus

Milano, 31 mar. (askanews) - L'economia italiana è stata colpita al cuore dal Coronavirus. Uno shock che viene dall'esterno, come "un meteorite", e che rischia di provocare una "depressione prolungata" con un "aumento drammatico delle disoccupazione e un crollo del benessere sociale". Ecco perchè occorre tutelare il tessuto produttivo e "agire subito, senza tentennamenti o resistenze: altri Paesi si stanno già muovendo in questa direzione". E' questo l'appello rivolto al governo e al mondo politico dal Centro Studi di Confindustria che ha presentato il Rapporto di previsione sull'economia italiana.

Nel corso della trasmissione "Il Sole Risponde" a cura di Marco Lo Conte, è intervenuto il Direttore del Centro Studi, Stefano Manzocchi: "Siamo consapevoli del fatto che la situazione di stagnazione e recessione pesante riguarderà nei prossimi mesi senz'altro l eurozona ma probabilmente in maniera forte anche gli Stati Uniti e questo condizionerà il quadro".

Non appena possibile, a giudizio di Confindustria, occorrerà mobilitare risorse rilevanti per "un piano di ripresa economica e sociale". Come ha sottolineato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: "Noi abbiamo apprezzato le dichiarazioni del ministro Patuanelli che vanno nella direzione del fondo di garanzia. Aggiungiamo due cose: la prima, il fondo deve riguardare tutte le imprese - piccole, medie e grandi che hanno avuto un calo di fatturato, fatturato prossimo allo zero. La seconda è la immediatezza: se vogliamo trasformare la preoccupazione in voglia della sfida e voglia di non mollare delle imprese dobbiamo fare quanto prima. Un messaggio che veniva anche da Draghi: la immediatezza della risposta"

Guardando ai numeri, il Csc ha calcolato che ogni settimana in più di blocco normativo delle attività produttive potrebbe costare una percentuale ulteriore di Pil dell ordine di almeno lo 0,75%, pari a circa 13,5 miliardi di euro. La caduta cumulata del Pil trimestrale (che è pari a 430 miliardi) nei primi due trimestri arriva a -10%. Il Coronavirus, dunque, affonda il Pil italiano. Nel 2020 il prodotto interno lordo subirà un crollo del 6% portando l'Italia in profonda recessione.

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