RENATO MAZZONCINI, CEO A2A

Accorciare l'iter dei progetti necessario per non perdere i fondi Ue

di Cheo Condina

A2A presenterà il suo nuovo piano industriale al 2030 nei primi giorni del 2021 e sarà un documento «con una visione di lungo periodo». Secondo il nuovo ceo e dg della multiutility lombarda, Renato Mazzoncini, «tra 10 anni l'azienda sarà più grande di oggi, magari più focalizzata su alcuni business, ma non per questo ne abbandonerà completamente altri poiché vorrà comunque garantire una presenza sul territorio». Di recente Utilitalia, la Federazione nazionale delle aziende di servizi pubblici, ha pubblicato uno studio secondo cui tutte le utility sarebbero pronte a mettere in campo investimenti da 50 miliardi per rilanciare il Paese e l'occupazione. Per Mazzoncini il settore che più abbisogna di capitali in questo momento forse è quello dell'acqua, «visto che ad oggi non abbiamo ancora una rete nazionale» e dunque ci sono margini di crescita importanti. Inoltre, il manager ha fatto notare come l'eccessiva burocrazia blocchi gli investimenti e come serva agire con urgenza su questo fronte: tempi troppo lunghi rischiano di farci perdere i capitali del Recovery Fund. «Se non spendiamo noi questi soldi, lo farà qualcun altro».
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