Economia
‘Vivere di più, vivere meglio’, al Festival dell’Economia l’esempio di Reale Mutua
(LaPresse) Vivere più a lungo, cercando di vivere meglio. Il Festival Internazionale dell’Economia di Torino ha affrontato il tema della longevità e dei suoi risvolti sulla società in un dibattito a cura di Reale Mutua, rappresentata dal direttore generale Luca Filippone, che ha visto gli interventi, tra gli altri, del campione olimpico Jury Chechi e della presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini. Una costante pratica sportiva e una corretta alimentazione svolgono un ruolo prezioso nella cura della persona e nella qualità della vita, aspetto fondamentale, insieme alla prevenzione, di fronte alle sfide a cui deve far fronte un mondo sempre più longevo. “Noi a livello di assicurazione come Reale Group vogliamo cambiare un po’ il paradigma, che non sia solo il paradigma di ‘succede qualcosa, si paga’, che sia una polizza o il servizio sanitario nazionale, ma lavorare su due elementi fondamentali: la prevenzione e l’integrazione - ha spiegato Filippone - La prevenzione nel senso che dobbiamo sviluppare consapevolezza, cultura e comportamenti da parte delle persone volti a prevenire al meglio e riuscire ad allungare non solo la vita ma anche il periodo di qualità di vita in cui si è autonomi e si vive bene. Questo passa attraverso tante cose, oggi abbiamo sentito dell’importanza dello sport e dell’alimentazione come elementi di prevenzione”. Per quanto riguarda l’integrazione invece “integrare i tre pilastri - prevenzione, protezione e cura - è una delle ambizioni che abbiamo per gli anni prossimi nel riuscire a dare una proposta di salute integrata ai cittadini italiani”. Dal punto di vista aziendale, invece, la sfida è quella di riuscire a coniugare gli interessi di diverse generazioni all’interno della stessa azienda. “Bisogna far sì che questo sia un fattore di ricchezza e non invece un elemento di silos all’interno dell’azienda - ha aggiunto Filippone - Ci abbiamo lavorato molto in Reale Group, lo abbiamo fatto in termini di age management, welfare management e di carrier management”. Da un lato “abbiamo programmi come tandem generazionali fra senior e junior dell’azienda”, dall’altro “welfare management vuol dire riuscire a fare una proposta di welfare ai dipendenti che sia congruente con loro esigenze, e ogni generazione ne ha una diversa. Andiamo da temi di genitorialità a quello di caregiver”. E infine il carrier management, perché “dobbiamo entrare nella logica che rimanendo fino a 67-68 anni nell’azienda le carriere non possono essere sempre lineari e in salita - ha sottolineato il direttore generale di Reale Group - Ma avranno anche dei momenti in cui si esce dal fronte più vivo del management e si entra in ruoli un po’ più di coaching e supporto. E’ così che il fatto di avere quattro generazioni diventi una vera ricchezza per una azienda”. Una ricetta che ha permesso a Reale Group di esser riconosciuta sul mercato come la migliore azienda assicurativa d’Italia per qualità e specificità del supporto welfare.