Vicenza (askanews) - Il Settecento veneto torna a casa: a Vicenza è stata presentata la grande mostra "Il Trionfo del Colore - Da Tiepolo a Canaletto e Guardi, Vicenza e i capolavori del Museo Pushkin di Mosca", che si terrà dal 23 novembre in due differenti luoghi della città del Palladio: Palazzo Chiericati, sede del Museo civico e Palazzo Leoni Montanari, sede di una delle tre Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo. E proprio la banca, insieme agli organizzatori dell'esposizione di MondoMostre, ha voluto sottolineare l'importanza dell'apertura internazionale dei progetti culturali, a Vicenza, ma anche nel resto d'Italia.

Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, qui nelle duplici vesti di sponsor per entrambe le sedi e di partner culturale del progetto:

"Quando si possiede una collezione d'opere d'arte - ha spiegato ad askanews - in realtà non si è proprietari come quando si posseggono altri beni. Possedere una collezione d'arte significa avere il dovere, oltre che di tutelarla e conservarla, di portarne il valore e il significato in altri luoghi, con altre istituzioni, con altre realtà culturali. E questo è il significato delle Gallerie d'Italia, l'impegno del Progetto Cultura della banca e credo che qui a Vicenza poterlo dimostrare, proprio in un momento storico significativo come questo, quando si celebrano i vent'anni di Palazzo Leoni Montanari, i trent'anni del programma Restituzioni, credo sia davvero un fiore all'occhiello non della banca, ma della comunità italiana in quanto Paese che ha il dovere di promuovere e valorizzare le proprie radici, vale a dire la propria identità, arte e cultura".

Sulla stessa lunghezza d'onda della valorizzazione dei patrimoni, con anche un'ottica alla sostenibilità economica dei progetti culturali, anche il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, padrone di casa della conferenza di presentazione della mostra.

"Noi - ci ha detto - siamo un Paese di cultura e di arte e quindi dobbiamo investire in quello che abbiamo, su risorse veramente illimitate. Dobbiamo cominciare però a saperle gestire, valorizzare e fare conoscere al mondo, e questo è ciò che ci proponiamo, nel nostro piccolo, qui a Vicenza".

La mostra vicentina porterà in Italia opere importantissime di Canaletto, come il celebre "Ritorno del Bucintoro all'approdo di Palazzo Ducale", ma anche di Guardi, Tiepolo e Bellotto, che sono parte della collezione del Pushkin, e che saranno integrate dalle opere del Museo civico e da quelle delle Gallerie d'Italia, cui la curatrice Victoria Markova ha riservato un'attenzione particolare.

"Qui a Vicenza, a Palazzo Leoni Montanari - ha spiegato la studiosa russa - c'è una bellissima collezione del Settecento veneziano, comprese le opere di Pietro Longhi, pittore che non è presente in Russia, né a Mostra né a San Pietroburgo e che non c'è nemmeno nelle collezioni dei musei di Vicenza".

L'obiettivo della mostra, che si protrarrà fino a marzo 2019 ed è curata anche da Stefano Zuffi, è quello di fornire una fotografia amplissima e per certi versi finora inedita di ciò che è stato il Settecento veneto in pittura, un secolo che ha saputo raccogliere e rinnovare le grandiose tradizioni locali del Rinascimento e del Manierismo.