Cultura

Viaggio in Italia, la Corte Costituzionale nelle carceri

di Raffaella Calandra

È la festa della Repubblica anche lì. La Costituzione non si ferma davanti ai muri di cinta. E i giudici della Corte Costituzionale l'hanno voluta portare, dall'altra parte dell'orizzonte, con un'iniziativa senza precedenti al mondo: un viaggio negli istituti penitenziari e ora con un film, dentro queste città invisibili. Viaggio in Italia, la Corte costituzionale nelle carceri, prodotto da Rai Cinema e Clipper Media, è la storia di molti incontri, di un'umanità dolente e di vite che la Carta costituzionale non trascurava. Un viaggio, che è il racconto di un continuo scambio tra due mondi chiusi: da una parte, i giudici di leggi e non di persone; dall'altra, coloro che le hanno infrante, le leggi. I primi, chiusi tra gli stucchi del Palazzo della Consulta e fino a due anni fa sconosciuti all'85% degli italiani; i secondi, obbligati tra celle, raggi e camminamenti. Rimossi dallo sguardo e dalle coscienze e qui invece svelati, in una dimensione diversa. «La Corte sentiva il bisogno di uscire dal Palazzo, per conoscere e per farsi conoscere», spiega il presidente Giorgio Lattanzi. La pellicola, proiettata in anteprima al Parco della Musica di Roma il 5 giugno, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha condiviso lo slancio della Corte di mettere i piedi nella realtà – ripercorre questo dialogo permesso dal linguaggio comune della Costituzione. «Voi siete parte di questa comunità che è la Repubblica italiana», scandisce la vicepresidente della Corte, Marta Cartabia. E l'applauso prolungato cancella la distanza del “noi e loro”. Da vicino, allora, tutto cambia. E restano solo le persone davanti alle telecamere, entrate con i giudici nel carcere vero. Dove ad ogni mandata si snoda il romanzo corale di questi vinti, che espiano dietro le sbarre la rottura del patto collettivo, sempre più spesso maturata tra i gironi della tossicodipendenza e della marginalità sociale.
E mentre a conclusione del viaggio si diffondono le note dell'inno nazionale, nel docu-film sventolano dalle sbarre i panni colorati dei detenuti, novelle bandiere di un pezzo di Repubblica.
Il docu-film sarà trasmesso su Rai Uno, domenica 9 giugno, in seconda serata, speciale Tg1. È una produzione Clipper Media con Rai Cinema; regia e sceneggiatura sono di Fabio Cavalli, fondatore del Teatro Libero di Rebibbia.
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