Cultura

Triennale, 7mila visitatori in 2 settimane. Boeri: diamo ossigeno

Milano, 16 feb. (askanews) - La mostra su Enzo Mari, il Museo del Design italiano e, anche se solo per sette giorni, la mostra sulle fotografie di Claudia Andujar tra gli Yanomami. Sono queste le esposizioni che il pubblico ha potuto visitare in Triennale a Milano dopo la riapertura dei musei. Per fare il punto su quanto è accaduto in questi momenti di ritorno alla vita culturale abbiamo incontrato il presidente della Triennale, Stefano Boeri.

"Siamo molto contenti di queste due prime settimane di riapertura - ha detto ad askanews - e speriamo si prolunghino. Abbiamo avuto più di 7mila visitatori, che è un risultato davvero eccellente".

Un risultato che, dopo tanta attesa, ha inevitabilmente una qualità diversa rispetto a un anno fa, una valenza, per così dire, più profonda e anche un significato tanto sociale quanto emozionale. "L'emozione - ha aggiunto l'architetto - era di vedere l'emozione, è stato bellissimo vedere un pubblico di età varia ed eterogenea. Ci è sembrato di cogliere una grande consapevolezza che l'ossigeno che può dare in questo momento uno spazio come la Triennale è cruciale anche dal punto di vista della qualità della vita, dell'esperienza culturale che solo luogo come questo possono dare. E' stato bellissimo vedere, incontrare, discutere anche con chi è venuto in Triennale e speriamo davvero che sia una ripresa e una ripartenza".

E nell'ottica di guardare avanti, oltre l'emergenza e le chiusure forzate, la Triennale si prepara a nuovi progetti."In questi mesi di chiusura - ci ha spiegato Boeri - abbiamo lavorato molto per cercare di prepararci a fare ancora meglio degli scorsi anni. Sicuramente prolungheremo fino al 18 aprile la mostra su Enzo Mari e altrettanto sicuramente la sorpresa più bella in aprile sarà l'apertura di una mostra dedicata a Vico Magistretti, che è un altro dei grandissimi maestri del design e dell'architettura italiana".

Senza dimenticare la preparazione per la XXIII Triennale internazionale del 2022, che sarà dedicata a ciò che non sappiamo di non sapere. "E' un tema molto vicino - ha concluso Stefano Boeri - a quella che credo sia da un lato la sensazione di fragilità che questa pandemia ci ha trasmesso, e dall'altro la grande voglia di fare i conti con un futuro che si preannuncia insieme difficile, ma anche straordinariamente aperto".

Un'occasione, secondo il presidente della Triennale di provare a correggere gli errori di questi anni nel rapporto con la natura e l'ambiente.

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