Milano (askanews) - Da 116 anni, passando per quattro generazioni, la famiglia Tommasi produce vino di alta qualità in Valpolicella ma non solo. Ora grazie all'acquisizione di un nuovo vigneto dà il via a una nuova era per l'azienda con il brand De Buris, un grande Amarone Classico Riserva 2008, che mira a posizionarsi nel settore luxury come spiega l'enologo Giancarlo Tommasi.

"Il nostro Amarone è rivolto a tutti i mercati, perché noi dobbiamo essere profeti in patria, dobbiamo creare un vino che dia soddisfazione nel momento in cui viene consumato. Deve dare soddisfazione a chi viene dal nostro territorio fino ai nostri consumatori e clienti in tutto il mondo. Tommasi attualmente esporta l'80% della sua produzione. Noi vogliamo dare soddisfazione dalla Cina fino al Canada, perchè bere Amarone vuol dire soddisfazione e piacere".

Ma la famiglia Tommasi è impegnata anche in un ambizioso progetto di ospitalità e di social responsibility. Hanno dato il via al progetto di restauro di Villa De Buris che racchiude in sé duemila anni di storia del territorio, come racconta Pierangelo Tommasi direttore di Tommasi Family Estates.

"I lavori di restauro dovrebbero terminare nel giro di tre - quattro anni, questo dipenderà dai tempi tecnici, perchè parliamo della più antica villa veneta della Valpolicella classica con con testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Probabilmente nel momento di restauro scopriremo cose inaspettate che potrebbero avere bisogno di più tempo".

Villa De Buris è la sede della cantina e diventerà un unicum storico-architettonico di straordinaria rilevanza, anche per il fortissimo legame col territorio dell'azienda Tommasi.

"Questo testimonia il fatto che investire e riportare a disposizione della comunità ricchezze culturali e storiche come Villa De Buris lo sentiamo come un dovere morale".

Tecnica, passione, intuito e soprattutto rispetto della tradizione e dei valori di famiglia. Per i 9 giovani cugini che guidano l'azienza Tommasi nasce così un nuovo classico del futuro.

"Rigorosamente, assolutamente, unicamente tutto in famiglia".

"Noi pensiamo che alla base di un grande vino e di una grande azienda ci voglia anche una grande accoglienza. Vogliamo che il nostro cliente, soprattutto dall'estero, quando arriva qui si senta a casa".