Roma, 18 feb. (askanews) - Michelangelo e le magie della luce: un gigantesco lavoro effettuato alla Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze, Pantheon delle tombe dei Medici creato dall'artista. Qui, in collaborazione con Lottomatica, i Musei del Bargello hanno ripensato un impianto di illuminazione perché i tre meravigliosi gruppi marmorei possano risplendere come l'artista li aveva pensati. È stato necessario un lungo studio; questo timelapse descrive l'indagine sulla luce 'naturale' della Sagrestia, con tutti gli impianti spenti, effettuata dalle 8 alle 19 del 21 giugno 2018, solstizio d'estate.

Lo studio ha mostrato le rifrazioni della luce naturale nell'arco della giornata estiva. Michelangelo giocava con la luce primaria e con le cosiddette luci secondarie, gli effetti dei raggi rifratti dalla superficie del marmo levigato; per questo certe parti delle statue sono lucidate a piombo e altre rimaste quasi grezze.

Per esempio, al secondo 0:05 del timelapse si vede la luce di una finestra che batte sulla spalla di una statua del gruppo marmoreo di Lorenzo, duca d'Urbino (a destra dello schermo); Michelangelo levigò anche la parte posteriore della spalla, perché se ne dipartisse un raggio di luce secondaria.

L'opera di nuova illuminazione è frutto della stessa squadra che ha lavorato attorno al Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli a Roma, sempre con Lottomatica, storicamente impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano; lo storico dell'arte e restauratore Antonio Forcellino e il maestro delle luci Mario Nanni hanno collaborato a Firenze con la dottoressa Monica Bietti, responsabile del Museo delle Cappelle Medicee, e di Maria Cristina Valenti, responsabile tecnico dei Musei del Bargello, diretti da Paola D'Agostino. La nuova illuminazione vuole ricreare le condizioni luminose vicine a quelle che Michelangelo aveva studiato progettando la Sagrestia.