Cultura

Spoto, "Roma Esoterica", l'antichità e il nuovo ruolo della donna

  • 03:39

Roma (askanews) - Roma scheggia d'oriente incastonata nel Mar Mediterraneo. Roma giovane donna che volle fosse costruita per lei una città sulle rive del Tevere.

Askanews ha intervistato Salvatore Spoto, giornalista e scrittore: ha lavorato 35 anni al Messaggero e precedentemente al Resto del Carlino con Enzo Biagi. Spoto ha al suo attivo ben 25 libri, e ha dato della città eterna con il libro "Roma Esoterica", edito da Newton&Compton, una lettura della Grande Bellezza, originale e piena di storia ma stavolta attraverso documenti giuridici, che risultano dagli atti pubblici e dai processi.

"Ho detto basta con la cultura tradizionale, fondata sulle fonti ufficiali, quelle che tutti conoscono, i vari Tito Livio e così via del genere", ha sottolineato Spoto ad Askanews. Ci sono altre fonti sulla storia di Roma e sono le fonti giuridiche, che risultano da atti pubblici, da documentazioni di processi e così via del genere, e che soprattutto vertono sul cambiamento di modelli culturali e sociali nella Roma antica, dopo il secondo secolo dopo Cristo, quando incominciarono ad arrivare gli stranieri, e portarono le loro tradizioni, i loro culti" - ha affermato ancora Spoto - che cambiarono il costume di Roma e soprattutto modificarono il comportamento delle donne e fecero di quel periodo, un perido di rinascita sociale, con le donne che assunsero un potere e una immagine diversa dalla precedente".

"Cambia il modo di diventare persona libera al posto di schiava", ha osservato. "E' un esoterismo vero, però è un esoterismo non nel senso che oggi diamo a questo termine, ma nel senso religioso, inteso come culto non conosciuto. Culto non conosciuto - ha ribadito Spoto - perchè tocca l'anima, affida un ruolo all'anima, esoterico perché si entra in quel culto, e quindi in quello spaccato della società mediante riti molto particolari, che portano un uomo, qualunque persona, anche una donna - perchè ci sono anche i culti femminili - da un piedistallo sociale a un altro".

"C'è una ragazza di nome Roma, nel libro, che volle si costruisse una città sulle rive del Tevere".

"E' una leggenda questa - ha proseguito Spoto - d'epoca repubblicana, ed è il primo anelito a Roma di una donna che sia pari all'uomo. La donna era sotto la Manus del padre o del marito, e questa Manus portava anche alla morte, nel senso che la donna poteva essere uccisa legittimamente, senza alcuna verifica dello Stato o dal marito oppure dal padre".

"La Manus era veramente una tragedia nella Roma antica", ha rilevato ancora l'autore. "Questo cambiamento sociale riguarda soprattutto la donna, la rende più libera, la rende più autoresponsabile".

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