Cultura

Scianna, un'antologica tra storia e memoria a Palazzo Reale

Milano, 22 mar. (askanews) - E' una grande antologica, che attraversa una carriera e una vita, quella che Palazzo Reale a Milano dedica a Ferdinando Scianna, probabilmente il più grande fotografo italiano vivente, il cui lavoro si muove nel solco della grande lezione di Henri Cartier-Bresson e della Magnum, di cui Scianna è uno storico membro. Nelle sale le immagini sono distribuite per temi ed è inevitabile partire da quello della memoria, della Sicilia e delle sue feste religiose, luogo fondativo per il fotografo e luogo, come ha detto lui stesso, da cui si doveva scappare. Ma in quegli scatti, oggi diventati leggendari, si sente scorrere la potenza dello sguardo di Scianna, che lo accompagnerà per tutta la vita e che oggi accompagna il visitatore.

Racconti, ossessioni, ritratti: la mostra è ampia - oltre 200 opere - e quasi in ogni sala è possibile trovare un'immagine entrata nell'immaginario collettivo. Ma il punto è anche un altro, ossia il fatto che le storie fissate da Scianna sulla pellicola, nel loro insieme, diventano un catalogo dell'umanità, con le sue tenerezze, il suo fascino, ma anche i suoi orrori e dolori. E non a caso troviamo echi del presente in una fotografia scattata nel 1990 in Ungheria, quando pensavamo che una certa storia fosse definitivamente tramontata, oppure sentiamo l'urgenza della cronaca in una serie di lavori che ci rimandano alla sensazione di persone in fuga da qualcosa di terribile. Senza stare poi a scomodare i celeberrimi ritratti dedicati a Marpessa, mitologia divenuta persona e sguardo universale.

La mostra milanese è anche un'occasione per riflettere sulla relazione tra il fotografo e la città e proprio alle persone che da Milano lo hanno accompagnato negli anni Scianna ha voluto rivolgersi in conferenza stampa. "Io sono diventato, sempre che qualcuno possa diventare qualche cosa, grazie a voi - ha detto - grazie a quelli che ci sono e a quelli che non ci sono più".

Tra le sezioni ne spicca una dedicata a Leonardo Sciascia, altro personaggio simbolico e a suo modo universale per raccontare la Sicilia. L'esposizione, curata da Paola Bergna, Denis Curti e Alberto Bianda, parla poi anche del modo in cui Ferdinando Scianna è andato alla ricerca delle sua immagini, fedele all'idea che "le fotografie mostrano, non dimostrano". Ma quello che mostrano, ci permettiamo di aggiungere oggi, è a sua volta una dimostrazione della forza del lavoro di quest'uomo che continua, anche a 78 anni, a definirsi un reporter.

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