Cultura

Premio Cultura Mediterranea, tra i vincitori Aramburu e Galiano

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Cosenza, (askanews) - Il Mar Mediterraneo come tutti i mari è una distesa di "pianure liquide", scriveva lo storico Fernand Braudel. E come tutti i mari può separare, ma anche congiungere. Con l'idea del Mediterraneo come un insieme di porte che si aprono è nato a Cosenza il Premio per la Cultura Mediterranea. Tra i vincitori della 12ma edizione al Teatro Rendano di Cosenza, lo storico e saggista Sergio Luzzatto, l'inviato di guerra Paolo Rumiz, e lo scrittore spagnolo Fernando Aramburu, premiato per il suo ultimo romanzo "Patria", una storia che parla di famiglia, di radici e anche di mare. "Il mare Mediterraneo è la culla della cultura, ha segnato la nascita della filosofia greca, della poesia. E io sono orgoglioso di appartenere a questa cultura".

Enrico Galiano si è aggiudicato il premio Narrativa Giovani con la sua opera prima "Eppure cadiamo felici", che parla, tra l'altro, di lingue e culture diverse. "Il problema è che siamo diventati un po' sordi alle altre lingue, non abbiamo forse voglia di studiare gli altri. Oggi mancano un po' il desiderio e la curiosità di capire cosa c'è dall altra parte del muro e del mare".

Un riconoscimento speciale è andato all astrofisico calabrese Salvatore Vitale, professore al Mit di Boston, studioso delle onde gravitazionali.

A presiedere la giuria del Premio, Mario Bozzo, il presidente della Fondazione Carical che organizza l'evento. "Il Mediterraneo è stato per tutta l'Europa un faro di civiltà nel passato. Noi speriamo che attraverso la conoscenza più approfondita si colgano in mezzo alle tante diversità anche i punti di contatto tra le diverse culture del Mediterraneo in modo da poter sostituire i contrasti di oggi con il dialogo e la comprensione", ha concluso Bozzo.

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