Cultura

Pino Daniele oltre il "santino", il ritratto di Prosatore alla Festa del Cinema di Roma

(LaPresse) “Attraverso il film abbiamo scoperto il ragazzo che viene prima di quel grande artista che conosciamo tutti. Abbiamo scoperto quel ragazzone, quel Pinotto che poi diventa Pino Daniele e che nel frattempo comincia a gettare le basi di quell'opera artistica importantissima per tutta Italia che sono i suoi primi dischi, nel nostro caso, ma che poi è continuata per tanti anni”. Così Nicola Prosatore, regista di "Je so’ pazzo", sul red carpet della Festa del Cinema di Roma prima della proiezione del film. “Ho trattato il personaggio con il cuore, con la sincerità e come credo e spero Pino stesso avrebbe voluto. Sono piuttosto sicuro di poter dire che Pino non è un santino, non è un altarino, non è un mito in polvere, è una persona viva e come tutti i miti veri è qua accanto a noi, ha camminato con noi e qua sotto c'è la sua musica, ci sono le sue parole ancora dentro di noi. Oggi - ha aggiunto Prosatore - dopo il film, lo ascolto in maniera diversa e lo conosco in maniera diversa anche perché gli ultimi due anni e mezzo della mia vita li ho passati tutti i giorni con lui. E quindi sì, penso di poter dire che lo conosco in una maniera diversa. Un ricordo? Eh proprio quando si avvicinava la data di uscita e quindi questo questo bambinone, questo ragazzone, questo ragazzo che diventava uomo, sta per uscire insieme a noi. È stato un momento molto emozionante di cui abbiamo parlato molto a casa, molto nel privato. Pino, io credo e spero che il film gli sarebbe piaciuto ma chi può dirlo."
Riproduzione riservata ©
loading...