Cultura

Piccio in Accademia Carrara: un innovatore e i suoi collezionisti

Bergamo, 18 mar. (askanews) - L'Accademia Carrara di Bergamo dedica un nuovo progetto espositivo a Giovanni Carnovali, detto Piccio, uno degli artisti lombardi più originali dell'Ottocento, che con la città orobica ha avuto un forte legame. In mostra tre prestiti raramente presentati al pubblico: il "Ritratto di Gina Caccia" e il "Ritratto di Vittore Tasca" provenienti da collezioni private oltre al "Paesaggio a Brembate Sotto" dalla Galleria d'arte moderna Ricci Oddi di Piacenza. La direttrice dell'Accademia Carrara, Maria Cristina Rodeschini, ci ha presentato così l'artista.

"Il Piccio - ha detto ad askanews - è un personaggio cardine nella storia del museo e dell'accademia di belle arti. Il progetto del fondatore prevede che le opere del museo diventino buoni esempi di pittura per chi sta imparando a diventare un artista. Piccio ha questa centralità, è un personaggio di snodo, ma è anche un artista molto innovativo".

La mostra "Piccio in Carrara", che oltre ai tre dipinti citati rimanda il pubblico alle opere di Carnovali già presenti ed esposte nella importante collezione del museo, si focalizza in particolare sul periodo risorgimentale, ma documenta anche la pittura di scenari naturali e la relazione tra realismo e invenzione.

"Ci è sembrato interessante concentrare questo focus tra gli anni Sessanta e Settanta dell'Ottocento - ha aggiunto la direttrice - perché era il momento del 'Qui o si fa l'Italia o si muore', un decennio molto importante per la storia nazionale. Quindi coniughiamo arte, storia delle nostre istituzioni e storia del collezionismo di cui la Carrara è il massimo esempio. Andiamo però incontro a un artista di profilo nazionale che ha saputo portare più in là l'arte di Bergamo".

E la mostra vuole anche sottolineare il modo in cui i collezionisti hanno saputo individuare artisti innovativi, come il Piccio, e stabilire con loro rapporti seri, al di là delle mode.

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