Milano (askanews) - Una mostra che racconta, oltre al percorso di una grande artista italiana, anche il perché le definizioni rigide sono sempre troppo limitative. Così il tema del pop, che è certamente decisivo nel percorso di Giosetta Fioroni, non riesce a risolvere l'intera carriera dell'artista, come ben dimostra la grande mostra monografica che le dedica il Museo del Novecento di Milano, intitolata "Viaggio sentimentale".

"La scoperta di Giosetta Fioroni è la scoperta di una grandissima artista che ha davvero penetrato l'umanità, l'ha compresa e l'ha continuata a raccontare, anche oggi".

Flavio Arensi, che ha curato la mostra insieme a Elettra Bottazzi, prova a introdurci in un mondo che è ricco, diseguale, accogliente. Un mondo al quale la mostra prova a dare una sua forma molteplice.

"Qualifica il lavoro di un'artista che dagli anni Sessanta in poi ha sempre anticipato o vissuto dei momenti storici e artistici fondamentali - ha spiegato ad askanews - Per esempio nei '70 va a cercare una pittura che è ormai di sintesi, poi arriva alla scrittura, lavora sulla concettualità dell'immagine, la bellezza dell'umanità. Poi negli '80 torna a dipingere, lavora con la ceramica, guarda al teatro, collabora con i grandi intellettuali, con i registi, con gli scrittori. E' una figura complessa che si sta riscoprendo e questa mostra serve a celebrare un percorso che ormai ha più di 50 anni di attività".

Il Museo del Novecento, inoltre, con la mostra su Giosetta Fioroni consacra uno spazio, ampio e rinnovato, per le esposizioni temporanee, che, in linea con la scelta progettuale iniziale, dialoga direttamente con la città. Anna Maria Montaldo, direttrice del museo.

"E' una scelta forte e sentimentale, ma priva di sentimentalismo - ci ha detto - questo mi piace sottolinearlo perché Giosetta è stata una figura molto importante per il '900 italiano, ed è un'artista che si è fatta guidare dai sentimenti, ma non ha mai ceduto al sentimentalismo o alla banalizzazione".

A colpire in particolare è la capacità di Giosetta di muoversi attraverso i media e le pratiche artistiche, con una consapevolezza che riesce a essere, al tempo stesso, profonda e scanzonata. E non mancano, ovviamente, in mostra le icone più note del periodo pop classico. Lavori che, come ci ha confermato Elettra Bottazzi, mostrano la particolarità della via italiana, in relazione a quella americana.

"C'è il ritorno al figurativo e all'immagine - ha spiegato - ma gli artisti italiani, rispetto agli americani, vanno oltre, indagano il sentimento, indagano le emozioni. Non si fermano alla pura trasposizione delle immagini del consumismo sulla tela, le reinterpretano: sono immagini usate e reinterpretate".

Insomma, se in America toglievano il sentimento, in Italia si prova a rimetterlo nelle immagini, anche in quelle più patinate. E Giosetta Fioroni, in questo suo e nostro viaggio, lo dimostra in profondità.