Cultura

Massimiliano Gioni su Jeff Koons: il fuori diventa interiorità

Firenze, 13 gen. (askanews) - Raccontare un artista come Jeff Koons non è mai facile e si rischia sempre di scivolare in luoghi comuni o, peggio, in prese di posizione preconcette o superficiali. Ma il tema cruciale per capire un artista è sempre indagare la sua complessità, anche se stiamo parlando di un re indiscusso del mercato e di un controverso portabandiera di una versione aggiornata della tradizione pop.

Per questo, in occasione della mostra di Palazzo Strozzi "Jeff Koons Shine" il direttore del museo fiorentino Arturo Galansino ha provato a tratteggiare un ritratto dell'artista americano in una conversazione con Massimiliano Gioni, uno dei curatori più importanti sulla scena internazionale, che ha pubblicato un libro di conversazioni con Koons, intitolato "Il desiderio messo a nudo", edito da Johan & Levi.

"Koons oggi, come lo conosciamo, ma probabilmente lo era anche negli anni Settanta e Ottanta - ha detto Gioni in un momento della conversazione online - è come le sue opere: questo Ballon Flower è un oggetto per il quale non c'è più differenza tra il dentro e il fuori, è così fuori che diventa anche interiorità. Quello che Koons fa nel suo lavoro e nella sua vita è completamente scompaginare le nozioni del soggetto così come ci è stato insegnato nel Novecento. La psicoanalisi ci ha insegnato che c'è una figura di noi che nasconde tanti segreti; ecco, la soggettività che Koons mette in scena è una soggettività molto diversa, dove non c'è soluzione di continuità tra il dentro e il fuori, tra superficie e profondità ci sono come delle geometrie frattali, come nelle sue opere che sono tutte in superficie, ma infinitamente profonde grazie ai continui riflessi".

L'esposizione fiorentina, che sta riscuotendo un grande successo di pubblico, è aperta fino al 30 gennaio.

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