Cultura
Marisa Merz, la danza delle ore: progetto espositivo per Torino
Milano, 2 giu. (askanews) - Al Museo del Novecento di Milano alla presenza di Tommaso Sacchi Assessore alla Cultura della Città di Milano, Rosanna Purchia Assessora alla Cultura della Città di Torino, Paola Casagrande Vice Presidente Fondazione CRT e Gianfranco Maraniello Direttore Area Musei d'arte moderna e contemporanea del Comune di Milano è stato presentato il progetto curatoriale per la celebrazione del centenario della nascita di Marisa Merz che coinvolgerà tre istituzioni a Torino dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027. Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Fondazione Merz, GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti concepita per ripercorrere l'opera e l'eredità dell'artista: Marisa Merz - La danza delle ore. Ne hanno parlato ad askanews alcuni dei curatori del progetto. Beatrice Merz: "È un progetto molto grande, molto bello, molto emozionante e soprattutto ha visto la convergenza di molte persone dei diversi musei in un desiderio comune di riuscire appunto a esporre il più possibile i lavori di Marisa e far vedere quello che è stata la sua sperimentazione per anni. Quindi il fatto di fare questa mossa in tre atti ci aiuta tutti a vedere quanto è stata un'artista polivalente e sperimentale". La Fondazione Merz presenta, a cura di Beatrice Merz e Sébastien Delot, il lato più inatteso della ricerca dell'artista, attraverso una selezione di opere organizzate intorno all'idea di processo e trasformazione. Tema centrale è l'approccio di Marisa alla scelta e alla distribuzione dei materiali, insieme alla sua modalità del fare e comporre le opere: le opere, talvolta apparentemente effimere, nascono da un processo di continua evoluzione, fatto di variazioni sottili attraverso cui l'artista si avvicina progressivamente all'essenza dei suoi soggetti. Chiara Bertola: "Questo progetto che si articola in tre capitoli differenti alla GAM si focalizzerà sull'aspetto più privato, intimo e declinerà proprio le opere storiche che ci saranno nella mostra in questa dimensione, un po' per sottolineare come l'opera diciamo sempre germinativa e sperimentale di Marisa Merz sempre teneva insieme la dimensione dell'arte con quella della vita". Alla Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea a cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi, il percorso espositivo prenderà avvio dal concetto di casa-studio- laboratorio, lo spazio generativo e trasformativo per eccellenza, in cui la dimensione dell'arte coincide con quella della vita. La mostra è l'occasione per restituire al pubblico dopo un attento restauro del Centro di Conservazione e Restauro di Venaria l'opera in collezione GAM Living Sculpture del 1966. Francesco Manacorda: "Questa è una mostra veramente speciale perché è una collaborazione tra tre istituzioni torinesi che hanno messo insieme le forze, l'intelligenza e le strategie per riuscire a fare quella che sarà veramente la mostra più grande mai fatta su Marisa Merz. Celebriamo i cent'anni della nascita e questa è stata l'occasione per la città, dove lei ha vissuto e che ha anche plasmato e formato molto le sue opere, di dedicarle veramente la retrospettiva più importante che ci sia mai stata e che forse mai ci sarà". L'esposizione al Castello di Rivoli, curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, è l'occasione per ricostruire e proporre nuovamente al pubblico l'installazione E il naufragar m'è dolce in questo mare, importante progetto che Marisa presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo per poi replicarla lo stesso anno alla 39. Biennale Arti Visive di Venezia. L'installazione, collocata nella Manica Lunga al terzo piano del Castello di Rivoli, sarà il fulcro espositivo da cui si dirameranno temi e ricerche. Marisa Merz - La danza delle ore è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT.