Cultura
Marco Paleari e il suo Basta Arti Senza Gloria da PCM Studio
Milano, 14 set. (askanews) - Nel cortile di PCM Studio, i lavori per la posa della fibra hanno interrotto una pavimentazione segnata molti anni prima dal precedente abitante dello spazio che, secondo la memoria del luogo, avrebbe tracciato quelle geometrie dopo aver visto una mostra di Mondrian. Il tempo non le ha cancellate, ma trasformate attraverso l'uso e il calpestio, in una relazione continua e vitale con lo spazio, fino a renderle parte essenziale della sua identità. È qui che Marco Paleari interviene con un'opera: "Qui ho fatto una mostra che voleva essere inizialmente sulla geografia, sulle cartine geografiche più che sulla geografia. Il nucleo principale sono i primi due lavori che si incontrano, gli altri come se fossero abitanti di questo posto. Sicuramente un lavoro che vuole evocare una risistemazione dei confini, un discorso sulla frammentarietà degli spazi del mondo, ma riassemblati in una maniera più solidale. Il disegno percorre alla fine tutti i lavori che io ho portato, anche quando non si vede in realtà poi sottostà alla pratica: la mia attitudine è quella del disegnatore, cioè quella del dentro e fuori di una linea, una linea che traccia una demarcazione, un dentro e un fuori, un vuoto e un pieno e lì si regge tutto il lavoro". La seconda opera realizzata appositamente per la mostra nasce da un linguaggio già presente nella pratica di Paleari: i suoi trailer, video concepiti per accompagnare e anticipare i progetti. Per la mostra ne realizza uno coinvolgendo Giovanni Frangi come attore, insieme ad amici e complici. Ciò che nasce come strumento di comunicazione perde progressivamente la propria funzione e diventa opera: il trailer si prolunga in un film, il racconto acquista autonomia e Basta Arti senza Gloria prende forma come video-opera, fino a dare il titolo all'intero progetto, che Paleari descrive così: "Sopra c'è un altro cuore pulsante, secondo me, della mostra che è il video. È come se fosse la recita del manifesto poetico del testo critico che regge la mostra. Io ho sempre usato il video per promuovere le mostre, invece in questo caso ho deciso di farlo rientrare proprio come opera, come lavoro all'interno della mostra che fa un po' da chiusura del percorso che si sviluppa all'interno dell'ufficio. Il titolo della mostra non parla necessariamente dei lavori, ma parla di un'attitudine. Ogni gesto nell'arte è politico in un certo senso perché è un atto d'amore se fatto in maniera sincera e la politica è la sua forma più primitiva. Il parlare del mondo non può che in un certo modo essere politico però io volevo che fosse più poetico che politico. Il video parla di questo". Accompagna la mostra un testo-manifesto di Ferrante Ruspoli che interroga la possibilità di un'arte poetica e intimamente impegnata, capace di scomporre e ricomporre il mondo. Basta Arti senza Gloria è il progetto espositivo che PCM Studio presenta nei propri spazi di lavoro da sabato 12 settembre, costruito intorno a due opere realizzate appositamente per l'occasione e alla disponibilità dell'artista a spostare i confini della propria pratica, oltre a una selezione di opere pittoriche e disegni. La mostra è visitabile su prenotazione il sabato fino al 3 ottobre specificando il giorno e l'orario di visita.