Cultura

Maddalena, un mistero che dura da 24 secoli in mostra a Forlì

Forlì, 29 mar. (askanews) - Nei manifesti della mostra Maria Maddalena si vede di spalle, con i lunghi capelli biondi sul manto rosso. E il volto? Alla fine della visita avremo non uno, non dieci, ma centinaia di volti di questa donna avvolta nel mistero, collegata a eventi fondamentali riguardanti il racconto sulla vita e sulla morte di Gesù di Nazareth.

E' un viaggio attraverso la storia e la leggenda legata al personaggio che nasce sì dal Vangelo, ma che ha attraversato i secoli della storia interpretando ogni volta ciò che la cultura del momento voleva rappresentare nella sua figura. La peccatrice, la santa, l'intellettuale, la cortigiana, la penitente e l'apostola. Sempre amante. Nel Duecento è accanto a San Francesco d'Assisi e nell'Ottocento è simbolo della rivoluzione femminile.

Sono circa 200 le opere di grandi artisti dal III secondo avanti Cristo al Novecento che si possono ammirare fino al 10 luglio ai Musei San Domenico di Forlì. Per il direttore delle grandi mostre, Gianfranco Brunelli, l'esposizione intende riflettere lo sviluppo di quell'immagine enigmatica.

"Da Masaccio a Luca Signorelli, da Veronese a Tintoretto, da Canova a Luca Giordano, ai grandi del Seicento come Vouet e Guido Reni, fino ad arrivare all'Ottocento con Hayez e tutto il Novecento con i capolavori come quello di Guttuso e Chagall. E' un percorso dove ogni periodo storico ha i propri capolavori e i propri autori di punta".

Il percorso di "Maddalena. Il mistero e l'immagine" si sviluppa in 12 sezioni che comprendono esempi di pittura, scultura, miniature, arazzi, argenti e opere grafiche. (Dal "Cratere apulo con morte di Meleagro" del Museo Archeologico di Napoli a "La deposizione dalla croce" di Chagall del Centre Pompidou di Parigi; dal "Noli me tangere" del Veronese proveniente dal Musée de Grenoble a quello di Graham Vivian Sutherland della Pallant House Gallery di Chichester). Tra le opere in mostra anche "Acceptance", la performance video di Bill Viola, e alcuni capolavori di Canova e Hayez che più volte si dedicarono a questo soggetto.

"Tempo per tempo, secolo per secolo, periodo per periodo, ogni tempo ha dato alla Maddalena il proprio volto nella ricerca di una figura che fosse il simbolo della storia di quel tempo. Quindi la Maddalena del Medioevo lungo i secoli dell'alto Medioevo ancora legata in qualche modo ai racconti fondamentali del Vangelo, e poi la leggenda aurea e quindi l'invenzione di una Maddalena in Francia, a Marsiglia, e il legame con tutta la storia della penitenza come se fosse ella stessa un'eremita. E poi la rivoluzione giottesca e quindi la Maddalena che Francesco d'Assisi riporta sotto la croce. E poi le cortigiane del Rinascimento o le penitenti del 400. Il 600 che ne fa la figura di una mistica sensualizzata. E poi la 'vanitas', la bellezza ideale del 700 e dell'800 laico fino al 900 delle grandi tragedie. Ciascuno di questi periodi storici e di queste epoche ha avuto in Maddalena un rispecchiamento".

Il percorso espositivo è ideato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì attraverso il comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci. I curatori sono Cristina Acidini, Fernando Mazzocca e Paola Refice.

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