Lione (askanews) - Da ospedale a luogo di accoglienza e incontro. A Lione, città che 20 anni fa è stata inserita nel patrimonio dell'Unesco, è in atto un rinnovamento profondo che parte dallo storico Grand Hotel-Dieu. Nato come ospedale nel XII secolo, su un'area vasta 52mila metri quadrati che si affaccia sul Rodano, dopo la chiusura nel 2010 si è trasformato in un simbolo di eleganza, design e gastronomia.

"Il Grand Hotel Dieu di Lione è un esempio di architettura sociale, dove si curava la gente, si faceva ricerca scientifica e ci si occupava di accoglienza in un luogo gradevole. Ora abbiamo voluto riprendere questi concetti del passato e reinterpretarli in chiave moderna, per restituire alla popolazione uno spazio vivo e di interconnessione "spiega l'archistar lionese Albert Constantin che ha realizzato il progetto.

Boutique, ristoranti, uffici, un hotel internazionale, i lavori non sono ancora conclusi ma l'Hotel Dieu, dominato dalle sue magnifiche cupole compresa quella moderna in vetro, accoglie già migliaia di visitatori.

Il progetto di restauro con un budget di circa 250 milioni di euro, sarà completato nel 2019 con l'inugurazione della Città internazionale della gastronomia.

"Il Grand Hotel Dieu è stato un ospedale dove io stesso ho lavorato e ora siamo riusciti a renderlo alla popolazione con una nuova funzione, ma sempre tenendo conto del benessere delle persone, e anche la gastronomia significa salute, ci aspettiamo di ospitare 10 milioni di visitatori l'anno" conclude il sindaco di Lione Georges Képénékian.

Una sfida vinta per Lione che si conferma una delle città culturalmente più vive d'Europa.