Milano (askanews) - "Le stelle sembrano davvero diverse oggi" canta in "Space Oddity" David Bowie, splendido alieno della musica e porta di ingresso perfetta per introdursi nel mondo fatto di Spazio e stelle di "Fantarock, stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici", il volume, nelle librerie dal 6 dicembre, scritto dai giornalisti Mario Gazzola e Ernesto Assante che attraversa l'intero corso della musica rock, dagli anni Cinquanta a oggi, indagando i punti di contatto con l'immaginario fantastico. Ce ne parla Mario Gazzola.

"La musica rock, almeno nella sua epoca più calda, quando si sposava un movimento che aveva l'ambizione di rivoluzionare il mondo, guardava naturalmente al futuro perché si riteneva la cultura dei giovani e quindi una promessa essa stessa di futuro. Quindi era naturale guardare un po' allo spazio profondo per nuovi scenari e un po' a un futuro che la musica riteneva proprio di incarnare". "Il rock è forte quando non necessariamentre pesca da Asimov o Philip Dick ma quando ha l'idea di rappresentare il futuro".

Un viaggio cronologico e corposo, di quasi 500 pagine, da Asimov e Bradbury fino al cyberpunk, l'heavy metal e le contaminazioni postmoderne più recenti, attraverso le canzoni, i videoclip e le copertine di dischi e gli infiniti collegamenti con letteratura, il cinema, il fumetto, i videogiochi e le serie tv. Senza tralasciare i molti interessanti e ambiziosi progetti rimasti incompiuti. Come quello che riguarda proprio Bowie e la colonna sonora che realizzò e propose per "L'uomo che cadde sulla Terra", in cui interpretava il protagonista alieno.

"Misteriosamente la produzione ha ascoltato i nastri e li ha rifiutati, Bowie se li è portati via e non ha più pubblicato niente di quelle registrazioni. Perché? Non erano buoni, non era in forma lui, chiedeva un budget troppo alto o forse aveva prodotto qualcosa di troppo innovativo per quello che i produttori cinematografici del 1975 erano in grado di accettare?"

O il film "Dune" di David Lynch, inizialmente sognato da Alejandro Jodorowsky alla regia con Mick Jagger, Salvador Dalì e i Pink Floyd.

"Cosa sarebbe stato 'Dune' nelle mani di Jodorowsky, cosa sarebbe stato '2001 Odissea nello spazio' se i Pink Floyd ne avessero fatto la colonna sonora, come aveva pensato originariamente Kubrick? Di 'what if' la storia del fantastico e del fantarock ne è piena".

Misteri insondabili del rock. E della fantascienza.