Barbara è una donna giovane, bella, ha un fidanzato molto innamorato di lei. Insieme si trasferiscono dalla provincia a Milano. Barbara comincia a lavorare come modella. Tutto funziona? Non proprio. Barbara entra in crisi perché sente qualcosa sfaldarsi. Non riconosce il suo mondo, non riconosce se stessa, non riconosce il proprio corpo. Si autodiagnostica una disforia di genere di cui in realtà scoprirà alla fine di un percorso doloroso e complesso non soffre. Sente di essere molte cose, sente la sua parte maschile forte quanto quella femminile, ma ciò non accade forse a tutti? Non c'è forse per tutti un momento nella vita in cui la consapevolezza delle molteplici identità non è valore o forza ma ansia. Parte da questa ricerca “Libera uscita” di Debora Omassi (Rizzoli) , sì perché le sue risposte Barbara le cerca nell'esercito. E qui Barbara e Debora diventano l'una specchio dell'altra, perché l'esperienza militare è stata realmente vissuta da Debora che come Barbara si è arruolata, ha vinto un concorso, per poi capire che non era quella la sua vita. Barbara scopre un mondo maschilista e svilente e soprattutto scopre che quello che vuole non sta in caserma ma a casa sua, con Claudio. Ma come tornare indietro? O meglio andare avanti lasciandosi alle spalle la vita militare? Uscire dall'esercito non sarà così facile come non sarà semplice ricomporre il suo rapporto con Claudio.