Cultura

"Les Amandiers", Bruni Tedeschi: racconto la mia giovinezza

Roma (askanews) - E' un film vitale e potente "Les Amandiers" di Valeria Bruni Tedeschi, dall'1 dicembre nei cinema italiani con il titolo di "Forever Young". Prendendo spunto dalla propria esperienza la regista racconta la libertà e l'ardore con cui gli allievi della scuola di teatro di Patrice Chéreau, Les Amandiers, vivevano la loro giovinezza e la passione per la recitazione. Erano la metà degli anni Ottanta, e in quel luogo arte e vita coincidevano. E l'Aids non aveva ancora messo freni alla totale libertà.

Valeria Bruni Tedeschi spiega come è riuscita a portare sullo schermo tutta quella "vita": "Quando siamo entrati avevamo l'impressione di essere entrati nel posto in cui tutti volevano andare, era veramente il posto più ambito per i giovani attori in Francia. La sfida era quella di parlare della mia giovinezza, della nostra giovinezza, anche con le sceneggiatrici, di quello che pensavamo essere il succo della nostra giovinezza. E di essere fedeli a questo battito del cuore della giovinezza. Ho fatto un lungo casting e ho incontrato tantissimi giovani attori e ho ritrovato assolutamente questo impeto, con più paura, più prudenza, più corazze. Io ho cercato con loro, sia durante il casting, per sceglierli, sia durante le prove e durante il film, di dir loro che avevano il permesso di non aver paura".

Nel gruppo di bravissimi giovani attori che ha diretto spiccano Nadia Tereszkiewicz e Sofiane Bennacer. Lei, del suo regista e insegnante dell'epoca, Chéreau, porta sempre con sé alcuni insegnamenti: "Lavorare, lavorare, spendere tempo, spendere fatica, riflettere, ricominciare, lavorare. Io anche come attrice il mio lavoro lo vedo sempre come un modo di rinvestigare la vita su un altro pianeta, che è il pianeta del lavoro, perciò che ha altre leggi. Però io vado a cercare di rivivere la vita, mettendola un po' in ordine".

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