Cultura

Le donne guidano onda del cinema balcanico, tra festival e premi

Roma, 9 ott. (askanews) - All'ultimo Sundance Festival per la prima volta un film ha vinto contemporaneamente il Gran Premio della giuria, il Premio per la regia e quello del pubblico. Si tratta di "Hive", diretto dalla regista kosovara Blerta Basholli, che racconta la storia vera di una donna rimasta sola dopo la scomparsa del marito durante la guerra del 1999. E proprio le giovani registe del Kosovo stanno spingendo la grande onda del cinema balcanico, che conquista premi e festival in tutto il mondo.

Il Balkan Film Festival lo ha celebrato a Roma, con una giornata di apertura che ha visto ospite il grande regista macedone Milcho Manchevski, e poi alcune delle protagoniste di questa ascesa: la regista di "Zana" Antoneta Kastrati, candidata all'Oscar per il Kosovo per questo film, applaudito fra gli altri al festival di Toronto e di Sidney, la giovane More Raça, regista di "Andromeda Galaxy", premiato al festival di San Sebastian, e Andrea Staka, che vinse il Pardo d'Oro al Festival Locarno 2006, ed ha partecipato alla Berlinale lo scorso anno con "Mare".

Kastrati, che a causa della guerra ha perso la madre e una sorella, oggi vive tra Los Angeles e Pristina, e spiega:

"Le cose stanno cambiando moltissimo in Kosovo, anche rispetto a quando io andavo alle scuole superiori: tante donne studiano all'estero, tante registe, anche se ancora non è facile viaggiare. Ma vedo questa predominanza di donne che stanno avendo successo nello sport, nella musica, e nel cinema. Tutto questo è entusiasmante ed è solo l'inizio, credo".

Nel suo "Zana" Kastrati racconta la storia di una donna di un villaggio, quasi costretta ad una gravidanza, che lei rifiuta dopo aver perso una figlia durante la guerra.

"Credo che noi registe kosovare abbiamo questo modo 'onesto' di fare film, con grandi interrogativi ma con visioni molto personali, ma che allo stesso tempo tengono conto delle questioni sociali e politiche. E la cosa bella è che lavoriamo insieme e ci aiutiamo a vicenda: è fantastico far parte di questo nuovo movimento".

More Raça, 29 anni, con i suoi cortometraggi ha girato i festival di tutto il mondo, è stata selezionata per la Berlinale Talents 2019, e con il suo primo lungometraggio, "Andromeda Galaxy", ha raccontato una storia di disoccupazione e disagi nel Kosovo di oggi, con poesia e leggerezza.

"Il film è nato osservando ciò che succede intorno a me: negli ultimi 5 anni 200.000 persone sono andate via dal Kosovo per ragioni economiche, di salute, per mancanza di lavoro. Oggi c'è tantissima corruzione e disoccupazione, e una mancanza di regole, di leggi, su cui bisogna lavorare per migliorare la nostra società. Le generazioni più giovani stanno lavorando molto in questo senso, molti studiano all'estero e tornano per dare il loro contributo. Io lavoro come assistente all'università di Pristina per la cattedra di Regia cinematografica e ci sono degli studenti molto interessanti, con visioni originali, che usano il cinema per esprimere se stessi, le loro preoccupazioni, e questo mi dà molta speranza anche per il futuro".

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