Cultura

Le cornici di Vezzoli e l'età della politica diventata spettacolo

  • 02:36

Roma, 3 mag. (askanews) - Francesco Vezzoli è uno di quelli bravi. Un artista capace di pensare una cornice più che un'opera, una struttura più che un artefatto definito. E proprio la parola cornice assume un valore quasi concettuale nel suo ultimo progetto, "Party Politics", ospitato dalla Fondazione Giuliani di Roma. Una serie di fotografie che ritraggono politici di ogni partito accanto a personaggi dello spettacolo nel corso degli anni Ottanta, ristampate in grande formato e, per l'appunto, inserite in cornici barocche che sono la vera (seppure velata) cifra dell'intervento artistico.

"L'idea di Francesco Vezzoli - ha spiegato ad askanews Giovanni Giuliani, presidente della fondazione - era quella di dare un'immagine ben precisa di un periodo storico che ha visto il passaggio della politica verso il mondo dello spettacolo. L'impaginazione di questa idea chiaramente fa parte della sua concezione artistica in questo caso".

In mostra immagini che hanno qualcosa di ipnotico, ma anche di straordinariamente evocativo: basti pensare alla composizione tizianesca di una fotografia che ritrae Giuliano Ferrara su un divano accanto a Moana Pozzi, oppure allo sguardo di sottecchi di Gianni De Michelis (uno degli eroi veri della mostra) che sembra rubato direttamente da un ritratto di Antonello da Messina. C'è il volto - e il corpo direbbero gli antropologi - di Silvio Berlusconi, il cui entusiasmo nello stringere la mano di Eduardo De Filippo sembra del tutto sincero, o una ammiccante Sandra Milo che porge al Presidente Pertini, invero molto soddisfatto, una mela rossa da fiaba. Naturalmente c'è anche una dose di inquietudine, sostanzialmente dovuta alla presenza di Beppe Grillo, cui è affidato il ruolo, implicito, di memento sul nostro modesto tempo presente.

Ogni immagine è poi corredata da didascalie che, come direbbe Alberto Garutti, attivano il lavoro di Vezzoli e sono firmate dal giornalista politico Filippo Ceccarelli. "La lettura di questa mostra - ha aggiunto Giuliani - è facilitata da queste piccole frasi che descrivono secondo la sensibilità di Filippo Ceccarelli l'immagine che Francesco ha cercato di estrapolare da una ricerca che ha coinvolto diverse centinaia di immagini".

Come ogni mostra di Francesco Vezzoli, anche "Party Politics" può essere letta in molti modi: divertiti, grotteschi o tragici. Tutti valgono allo stesso modo, e nessuno da solo è sufficiente. Così come è oggettivamente impossibile, oggi più che mai, dare giudizi univoci su personaggi come Giulio Andreotti o Bettino Craxi, la cui sfaccettata complessità emerge anche dallo sguardo apparentemente scanzonato di Vezzoli.

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