Cultura

La Russia ha scelto una rifugiata femminista per l'Eurovision

Milano, 24 mar. (askanews) - L'Eurovision si avvicina. Per l'Italia sarà questa volta l'occasione dei Maneskin che non solo hanno vinto, ma hanno fatto anche la rivoluzione al Festival di Sanremo. Per altri Paesi come la Russia è una sorpresa come Manizha, una rifugiata di origine tagika e attivista femminista, che sta irritando i conservatori del paese.

"Ad alcune persone potrebbe non piacere la canzone "Russian Woman", potrebbero non apprezzare la melodia o il mio aspetto, è tutto normale. Succede. Ma la cosa più importante è che questa canzone ha costretto molte persone a parlare di argomenti che sono nell'agenda mondiale".

Ventinove anni, fisico piacevole ma saldi principi di donna indipendente. Manizha, con quasi un milione di follower su vari social network, attira l'attenzione per le sue opinioni. Ha avuto una infanzia devastata dai bombardamenti durante la guerra civile (dal maggio 1992 al giugno 1997; Manizha è nata nel luglio 1991) che ha dilaniato il paese dopo la caduta dell'Unione Sovietica. Manizha e la sua famiglia sono fuggiti nel 1994 per vivere la difficile vita dei rifugiati a Mosca nel mezzo della crisi economica post-sovietica.

"Purtroppo è scoppiata la guerra civile. È stato dopo il crollo dell'Unione Sovietica: i miei genitori, gente alla moda e molto progressista, che parlava diverse lingue, che si vestiva in modo molto alla moda, ascoltava i Queen, i Pink Floyd, i Beatles, furono costretti a fuggire dal Tagikistan ".

Nel 2019, Manizha ha lanciato un'app per telefono per collegare i centri di crisi con le vittime di violenza domestica, un problema anche in Russia spesso ignorato. E ha preso parte a un video in difesa dei diritti Lgbt che ovviamente non è piaciuto agli omofobi. E questo rende la sua partecipazione a Eurovision, in rappresentanza della Russia, ancora più interessante.

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