Cultura

La guerra è finita, con Riondino-Ragonese bimbi raccontano Shoah

Roma 7 gen. (askanews) - Sono bambini usciti vivi dai campi di concentramento a raccontare gli orrori della Shoah nella fiction "La guerra è finita", in onda dal 13 gennaio per quattri prime serate su Rai1. Michele Soavi dirige una storia scritta da Sandro Petraglia ispirata all'esperienza di Sciesopoli, dove tra il 1945 e il 1948 furono raccolti in un istituto più di 800 bambini sopravvissuti, per aiutarli a ritrovare una vita normale. Siamo all'indomani della Liberazione e Isabella Ragonese interpreta una psicologa, figlia di un imprenditore che ha collaborato con i nazisti, che cerca di aiutare i bambini a ricordare e raccontare, per iniziare a superare il trauma.

"Era importannte per me ascoltare i bambini come fosse la prima volta che sentivo cose del genere. E' un modo di stare nell'ascolto che mi piacerebbe mantenere e che consiglio di mantenre a tutti noi, ogni volta che nel mondo si ripete una storia del genere. Di mantenere quell'indignazione, quella rabbia, quello stupore, quel dolore di chi ha sentito per la prima volta".

A proposito del fatto che oggi una di quegli ex bambini, Liliana Segre, debba essere protetta da una scorta proprio per il lavoro di testimonianza che continua a fare, Ragonese dice:"Mi atterrisce l'idea che si sia arrivati a questo punto, nello stesso tempo non smetto di pensare che ci sia anche un altro tipo di Italia. Mi fa molto piacere che sia di Rai1 e quindi abbia la possibilità di arrivare a tantissime persone".

Michele Riondino interpreta un ingegnere ebreo che ha partecipato alla Resistenza, a cui sono stati deportati moglie e figlio, e che ritrova una ragione di vita nell'aiutare quei bambini. Per lui la fiction è utile anche per contrastare tutti i rigurgiti antisemiti. "Il fascismo non può mai essere un'opinione e l'antifascismo deve mantenere alta l'attenzione, viva la memoria, e usare le armi giuste per poter contrastare la barbarie".

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