Cultura

L'attivismo dal ghetto: Alexandre Diop in mostra da Poggiali

Milano, 20 giu. (askanews) - "L'arte è un atto di attivismo". Lo dice in modo molto diretto Alexandre Diop, l'artista che la Galleria Poggiali ha invitato a esporre nella propria project room a Milano le 11 carte che costituiscono il primo capitolo del progetto "La Symphonie du Ghetto" e che raccontano, con uno stile affascinante tra la street art e la pittura più classica, una storia del nostro presente.

"Questo - ha aggiunto Diop - è il risultato di anni di formazione in questo mondo di un giovane uomo, di un giovane attivista che fa politica. E' come se io fossi un parlamentare europeo che viene in Italia e porta una discussione intorno a queste immagini distopiche che parlano a una cultura che è molto vicina alla mia, che sono un artista franco senegalese".

La forza dei lavori di Diop, insieme a quella del suo stile pacatamente radicale, si percepisce in modo piuttosto chiaro. Così come evidente è la ricerca sui giovani portata avanti dalla galleria, nelle parole di Marco Poggiali: "La nostra missione - ci ha detto il gallerista fiorentino - è quella di valorizzare i giovani ed è importante per tanti motivi, prima di tutto perché ci mette scempie in discussione, sia a livello personale sia a livello di business come galleria".

I lavori di Diop in mostra a Milano partono dall'autobiografia dell'artista e si configurano come un'opera unica, una somma di episodi che, insieme, trovano la loro dimensione. Come se anche ogni singolo dipinto prendesse senso solo nel confronto con la sua comunità. Anche questa può essere considerata una forma di attivismo.

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