Cultura

Klimt a Roma, una mostra sull'artista dello scandalo e l'Italia

Roma, 26 ott. (askanews) - "Klimt. La secessione e l'Italia" a Palazzo Braschi (dal 27 ottobre al 27 marzo 2022) è decisamente la mostra evento dell'anno a Roma e riporta nel nostro Paese l'"artista dello scandalo" austriaco, che nella Città eterna fu premiato all'Esposizione internazionale d'arte esattamente 110 anni fa (1911), dopo aver partecipato con una sala personale alla Biennale di Venezia (1910).

Un'esposizione che ripercorre la vita e l'eccezionale produzione artistica del co-fondatore della Secessione viennese, e che indaga per la prima volta sul suo rapporto con l'Italia e i suoi viaggi nel Belpaese, tra Trieste, Venezia, Firenze, Pisa e Ravenna - dove si appassionò ai mosaici bizantini - e ovviamente Roma e il lago di Garda, cui si ispirarono alcuni suoi paesaggi.

Sono 48 le opere originali di Klimt tra dipinti, disegni manifesti d'epoca e sculture, prestate eccezionalmente dal Museo Belvedere di Vienna, dalla Klimt Foundation e da collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz.

Maria Vittoria Marini Clarelli, sovrintendente capitolina e curatrice:

"Questa mostra è nata da una proposta del Belvedere di Vienna e l'abbiamo concepita insieme ad Arthemisia. Il Belvedere e la Klimt foundation sono stati i nostri partner in questa operazione, che dal punto di vista scientifico è la prima dedicata, in modo specifico, al rapporto tra Klimt e l'Italia, mettendo insieme documenti italiani e documenti austriaci".

Tra i capolavori in mostra "Giuditta I" (1901), iconica femme fatale-assassina, "Signora in bianco" ((1917-18), "Amiche I" (Le sorelle, 1907) e "Amalie Zuclerkandl" (1917-18); e ancora uno spazio interamente dedicato all'opera di grande formato sul tema amore e sensualità, appartenente alla sua tarda fase creativa, "La Sposa" (1917-18), che per la prima volta lascia la Klimt Foundation; e poi "Ritratto di Signora" (1916-1917), dipinto trafugato alla Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato nel 2019, che anticipa una seconda mostra di Klimt che si terrà a Piacenza a partire dal 5 aprile 2022.

Da vedere complessivamente oltre 200 opere, tra Klimt e gli artisti della sua cerchia. La mostra, concepita appositamente per Roma e costata 1,7 milioni di euro, è firmata da tre curatori d'eccezione. Tra di loro Franz Smola, curatore del Belvedere, il quale ricorda che Klimt non amava viaggiare, ma per l'Italia fece un'eccezione più volte:

"Nella mostra cerchiamo di documentare la stretta relazione tra Klimt e l'Italia, sia per quanto riguarda le opere, ma anche per quanto riguarda le mostre a cui ha preso parte. Ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia, nel 1899 e nel 1910, e ha partecipato alla famosa Mostra internazionale di Roma del 1911, dove ha perfino ricevuto un premio, è stato anche a Roma, a Venezia, in totale è stato 8 volte in Italia".

Grandi capolavori, ma anche la ricostruzione - grazie a un progetto del Belvedere e di Google Arts - dei "Quadri delle Facoltà" (La Medicina, la Giurisprudenza e la Filosofia), allegorie ritenute "scandalose" realizzate da Klimt tra il 1899 e il 1907 per il soffitto dell'aula magna dell'Università di Vienna, ma respinte dal mittente e poi andate bruciate. Sandra Tretter, curatrice e vice-direttrice della Klimt Foundation Vienna, istituzione nata nel 2013 per volontà della terza moglie del primo figlio illegittimo dell'artista:

"A partire ai suoi Quadri delle Facoltà ha ritratto tutt'altro tipo di persone, di donne, il che provocò a Vienna un grande scandalo, perché improvvisamente ritraeva nudi, giovani e vecchi, molto realistici, senza abbellimenti".

La mostra è promossa da Roma Culture, Sovritendenza Capitolina ai beni Culturali, co-prodotta da Arthemisia (che ne cura anche l'organizzazione) con Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Belvedere Museum in cooperazione con Klimt Foundation. Main Sponsor Acea, special partner Julius Meinl e Ricola, partner Catellani & Smith, radio partner Dimensione Suono Soft, consigliata da Sky Arte.

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