Cultura

Israele contro "Naza", petizione dei registi per Abraham e Szor

Roma, 16 set. (askanews) - Presentato giorni fa alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto anche il Premio Speciale della Giuria e ha ottenuto una lunga standing ovation, il film "Naza" dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, continua a far parlare di se'. Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha definitito i registi "una vergogna e un disonore per l'intero popolo d'Israele". Mentre il ministro della Cultura e dello Sport israeliano, Miki Zohar, ha chiesto al capo dello Shin Bet, il Servizio di Intelligence del Paese, di indagare sulle fonti delle informazioni, delle testimonianze e degli altri materiali usati nel documentario. In "Naza" si mostrano le interviste sui tetti di Tel Aviv, di notte, a 24 tra militari e funzionari dell'Intelligence che rivelano i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza, anche con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Un'indagine definita "necessaria" dal ministro, quella sui registi, nell'ambito della valutazione di un'eventuale revoca della cittadinanza per entrambi. Intanto ad Ashdod, nel Sud di Israele, è apparso un murales che raffigura Yuval Abraham e Rachel Szor, con la scritta "traditori". Monta il clima di odio verso i due autori. Oltre 1.500 tra registi e addetti ai lavori, non solo israeliani, come Ari Folman e Nadav Lapid, gli hanno però manifestato il loro sostegno e hanno firmato una petizione per esprimere solidarietà e difendere il loro lavoro di denuncia.
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