Cultura

Internazionale a Ferrara: "Format funziona, si torna a novembre"

Ferrara, 5 ott. (askanews) - Disuguaglianze, nuovi paradigmi economici, fumetti e periferie. La seconda giornata del primo weekend del festival Internazionale a Ferrara ha portato nei teatri ancora tematiche di attualità e ha messo in circolo idee e proposte anche eterodosse. Ma soprattutto è stata il momento per fare un primo bilancio di questa "edizione straordinaria" dal format inedito con il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro.

"Era un esperimento, era veramente un azzardo - ha detto ad askanews - nel senso che per tredici anni il festival è stato tutta un'altra cosa, quindi questo esperimento di festival distribuito nel tempo nei fine settimana che ci porteranno fino al 2021 era una scommessa e l'abbiamo vinta. E' andata bene, la città ci ha accolto come sempre a braccia aperte, il tempo era bello, gli incontri interessanti, c'erano persone, ma non troppe e quindi non ci sono state le temute file. E' andata come speravamo che potesse andare".

Tra gli ospiti della domenica il fumettista Zerocalcare, che ha dialogato proprio con De Mauro, parlando anche delle proprie cronache dal lockdown, divenute popolarissime. E caratterizzate dal tipico approccio anti retorico del suo lavoro, che, ci ha spiegato, nasce proprio dall'essere romano.

"A Roma - ci ha raccontato Zerocalcare, al secolo Michele Rech - tutto quello che è retorico e che sembra in qualche modo artefatto o montato, viene deriso, bullizzato e fatto oggetto di prepotenze, a meno che tu non sia gigantesco, io non lo sono e devo difendere il mio modo di guardare il mondo, che è sempre con i piedi per terra e cercando di mettere le mani avanti rispetto a tutto quello che mi si può imputare in termini di retorica".

Dal palco del Teatro Comunale, poi, si è parlato invece di disuguaglianze, in relazione alla pandemia, ma non solo. E se l'ex ministro Fabrizio Barca ha invitato i giovani ad "alzare la voce e a protestare", Paola Vacchina, presidente dell'Istituto di Ricerche Educative e Formative e dell'associazione Forma, ha sottolineato come anche il sistema scolastico del nostro Paese non aiuti i ragazzi a essere pronti per affrontare il mondo del lavoro.

"La pandemia - ci ha detto - accentua e accresce la disuguaglianza che già caratterizzava il nostro Paese, purtroppo a discapito dei giovani. E una delle ragioni per cui i giovani sono così penalizzati sul mercato del lavoro in Italia è anche il sistema educativo, che è poco equilibrato tra il ramo scuola-università e il ramo della formazione professionalizzante".

Tra proiezioni e presentazioni di libri, poi, Internazionale a Ferrara ha continuato a dialogare con il suo pubblico e la città, dove, comunque, si tornerà presto. "Si ritorna - ha concluso Giovanni De Mauro - incrociando le dita, il 21-22 novembre siamo di nuovo qui a Ferrara".

Riproduzione riservata ©
loading...