Palermo, (askanews) - Oltre 4000 ritratti fotografici, in formato 100x140cm, esposti su un'area di cinquemila mq di superficie, per lanciare "mettendoci la faccia", un messaggio chiaro e condiviso su un tema più che mai attuale: l'integrazione. E' Inside Out "Palermo - Restiamo Umani", progetto di arte partecipativa organizzato da ArtsFor_, che insieme all'artista francese "JR", creatore del format originale, ha dato il via al progetto in Italia, portandolo in giro per le piazze e le strade di ben tredici Comuni dello stivale, da Milano a Napoli fino a Palermo: e proprio nella capitale siciliana si è tenuta l'edizione più grande mai realizzata in tutto il mondo.

Fortemente voluto dalla Fondazione Federico II, e dall'Assemblea Regionale Siciliana, in collaborazione con il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali, dell'Assemblea Regionale Siciliana e di Sky Arte, Inside Out ha invaso la città, trasformando la Piazza del Palamento e il Palazzo Reale nella quinta di una gigantesca opera d'arte collettiva: migliaia di facce per difendere la volontà di "restare umani".

Un racconto per immagini dell'Italia dei diritti e della rigenerazione culturale, in un momento di estrema emergenza, in una città che diventa sempre più punto di riferimento per l'integrazione e l'accoglienza.

In quest'ottica la città di Palermo, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, da sempre crocevia d'importanti flussi migratori, in partenza e in arrivo, è la meta ideale per quest'edizione che raccoglie la serie di azioni svolte su tutta la penisola, da nord a sud.

A Palermo nei mesi precedenti l'inaugurazione dell'istallazione sono state raccolte le tantissime fotografie attraverso una chiamata alle arti a cui la città ha risposto in maniera sorprendente, prestandosi a un gioco artistico che è anche un'azione condivisa dai partecipanti al fine di innescare una reazione a catena di effetti positivi "contagiati e contagianti". I ritratti dei 250 palermitani che hanno partecipato alla sessione degli scatti, tutti rielaborati da JR, sono stati esposti insieme a quelli delle precedenti edizioni italiane, in un'unica piazza e in uno scambio continuo dove la memoria si intreccia con il futuro per lanciare il messaggio che una cultura dell'inclusione è possibile e gettando le basi per una società basata sull'accoglienza e sull'integrazione.