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Cultura

Il perturbante come arte: dall'Alto Adige una mostra a Milano

  • 02:19

Milano 16 apr. (askanews) - Un progetto di residenze d'artista in Alto Adige si trasferisce temporaneamente a Milano, dove, nello strano e affascinante spazio di FuturDome curato da Atto Belloli-Ardessi e Ginevra Bria, è allestita una mostra dei progetti creati negli anni dagli artisti passati per Appiano nell'ambito del progetto "Eau and Gaz". La mostra è intitolata "The Uncanny Valley" e il riferimento esplicito, come ci ha confermato una delle curatrici, Sarah Oberrauch, è proprio al loro territorio d'origine.

"Per noi e per il programma di residenza Eau and Gaz - ci ha spiegato Sarah - si tratta della prima volta che lasciamo il nostro territorio e questa temporanea negli spazi di FuturDome a Milano rappresenta un'occasione speciale per mostrare lavori nati dalle residenze e vorremmo concentrarci su ciò che è 'casa' e su cosa non lo è. Il titolo è ispirato a Sigmund Freud e alla sua idea del perturbante, che si traduce in una sensazione ambigua di qualcosa che è al tempo stesso familiare e non familiare".

Partendo da questa idea di casa come luogo supremo dell'ambiguità, in molti sensi, la mostra esplora l'intimo e il privato, la dimensione topografica e architettonica come riflessione dello spazio interiore, le difficoltà di arrivare all'inclusione. Con alcuni lavori, come nel caso dell'artista israeliana Yael Frank, che si muovono decisamente nel territorio più perturbante e freudiano.

"C'è una scena funeraria - ci ha raccontato - i mobili diventano umani, ma qui non ci sono esseri umani, solo una sorta di fantasmi dell'arredamento e dell'attività umana. Ma poi i mobili risorgono e il video nella seconda stanza mostra delle specie di streghe sotto forma di dentiere in uno studio dentistico che ci dicono cosa dovremmo pensare e cosa dovremmo fare. E il problema è proprio ciò che accade nella stanza principale, dove la situazione è del tutto fuori controllo".

La sensazione complessiva che si sia perso il controllo è probabilmente una delle cose migliori che la mostra offre al suo visitatore, catapultato dentro un mondo, ma anche una struttura come quella di FuturDome, che sembra fatta apposta per sovvertire le certezze stolide con cui è possibile che ci si sia avvicinati al luogo, sia esso il palazzo di via Paisiello a Milano oppure la valle di Eppan in Sud Tirolo.

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