Cultura

Il grande gioco, Montanari e Giannini nel folle mondo del calcio

Roma, 17 nov. (askanews) - Cosa si nasconde dietro le quinte del calcio, soprattutto durante il periodo del calciomercato? La nuova serie "Il grande gioco", prodotta da Sky Studios e Eliseo Entertainment, entra in quel mondo in cui il business travalica lo sport e i procuratori, non i calciatori, sono i veri protagonisti. Otto episodi, diretti da Fabio Resinaro e Nico Marzano, dal 18 novembre su Sky e su Now. In quell'universo fatto di affari miliardari e lotte di potere Montanari interpreta un ex procuratore caduto in disgrazia, Elena Radonicich la sua ex moglie, donna d'affari e figlia fondatore dell'agenzia di calciatori più potente d'Italia, interpretato da Giancarlo Giannini. Per questa commistione tra famiglia, amore, tradimenti, alleanze, vendette, "Il grande gioco" sembra un dramma shakespeariano.

"Io non so se questo corrisponde alla realtà, per carità, noi raccontiamo una storia, raccontiamo un ambiente ma per raccontare altre dinamiche, che in questo caso è la famiglia e l'umanità". Giannini è il capofamiglia e un uomo spietato negli affari.

"Io di calcio mi intendo molto poco, adesso ho capito un po' di più leggendo la sceneggiatura, con tutti i trucchetti. Quindi il mio personaggio è un po' mascalzone, un po' buono, un po' cattivo. Per quel che riguarda il calcio ho conosciuto delle persone, dei procuratori, che mi hanno detto non dico come si fa. Gli ho detto che non avevo capito nulla di quello che fanno, gli ho detto 'sono un po' confuso' e mi hanno detto: va benissimo così, continua così e vedrai che vai bene".

I calciatori in questo universo fatto di business, lotte di potere, azione e adrenalina, sembrano solo dei ragazzini di talento viziati. Radonicich dice: "Spesso i talenti, come possono essere i calciatori, posso essere incapaci di capire cosa è bene per loro, avere uno sguardo lucido, il mio personaggio questa cosa la capisce ma nello stesso tempo si preoccupa molto anche di portare avanti i propri interessi. I procuratori, come per certi versi anche gli agenti, per fare un parallelismo, forse anche sbagliato con il cinema, sono quelle persone che dovrebbero veramente aiutarti a capire chi sei, che cosa puoi fare con i tuoi strumenti, invece spesso si occupano di gestire i propri interessi e di muovere le pedine".

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