Milano (askanews) - Oltre cento oggetti, di tre specifiche tipologie, raccolti nell'arco di trent'anni da uno dei più importanti galleristi d'arte del mondo, Massimo De Carlo, ormai da un decennio stabilmente presente nella classifica delle 100 persone più influenti nel mondo del contemporaneo. Ma la mostra che viene presentata in Triennale a Milano, dal titolo "Unico e ripetibile", si concentra sul De Carlo collezionista.

"Il gallerista - ha detto ad askanews - con questa mostra c'entra molto poco, perché è la mostra di una perdona prima di tutto, quindi è una mostra con dei difetti, mentre in galleria le cose devono essere perfette, in una collezione l'emotività fa fare degli sbagli che come gallerista non vorrei fare".

In mostra ceramiche di Weimar, ricami di Alighiero Boetti e manifesti di AG Fronzoni, opere molto diverse, ciascuna a suo modo iconica, pur nella sua anima industriale. Lavori che trovano un'armonizzazione espositiva, ma anche concettuale, nell'essere collocate in Triennale, luogo, come ha sottolineato anche il direttore artistico Edoardo Bonaspetti, che unisce le arti visive, quelle applicate e il design.

"Credo - ci ha spiegato - che una delle caratteristiche della mostra e delle linee guida che ci hanno spinto anche nell'allestimento è valorizzare gli scambi, i dialoghi, le relazioni. E' un ambiente armonico, in cui tutte le discipline parlano e parlano un linguaggio aperto a un pubblico ampio".

E molto del fascino del progetto deriva anche dall'apparente ossimoro del titolo.

"Unico e ripetibile - ha concluso Massimo De Carlo - significa esattamente questo: un lavoro che ha una sua unicità, e all'interno della sua unicità è possibile declinarlo in tanti modi diversi, rimanendo unico, ma nel contempo ripetibile o ripetuto".

La mostra in Triennale, allestita da Matilde Cassani, resta aperta al pubblico fino al 7 ottobre.