Cultura

I primi dieci anni di Swatch Art Peace Hotel al MAXXI di Roma

Roma, 6 ott. (askanews) - Una grande mostra al MAXXI di Roma per celebrare i dieci anni di un progetto di residenza d'artista voluto da Swatch e che ha dato spazio a molte espressioni interessanti del nostro tempo. "Swatch Art Peace Hotel - ci ha spiegato il CEO Carlo Giordanetti - nasce a Shanghai il 1 novembre 2011 e in questi 10 anni ha accolto più di 400 artisti da 52 Paesi del mondo, quindi possiamo dire che ha assolto alla sua missione di luogo di incontro, di luogo in cui noi mettiamo a disposizione spazio e tempo, affinché gli artisti si possano esprimere in libertà e possano continuare o sviluppare il proprio percorso di ricerca e di creatività".

"Welcome", questo il titolo della mostra al MAXXI, propone una ventina di artisti che sono passati dallo Swatch Art Peace Hotel, provenienti da una decina di Paesi diversi, e in qualche modo scatta la fotografia di un fermento artistico che non ha intenzione di arrestarsi. "E' una selezione - ha detto Giovanna Melandri, presidente del MAXXI - che i nostri curatori hanno considerato estremamente interessante per i contenuti e per il tipo di ricerca che c'è dietro".

Interessante anche l'aspetto della collaborazione tra un grande museo e un progetto come quello di Swatch, che va oltre la semplice finalità espositiva.

"Siamo sempre più convinti - ha aggiunto Melandri - che questa collaborazione, questa partnership tra il MAXXI, il museo nazionale d'arte contemporanea e il mondo privato siano collaborazioni preziose, non solo di sponsorizzazione, ma soprattutto di visione: visione del futuro e di come intrecciare sempre più strettamente la creatività degli artisti, dei designer e degli architetti con i processi produttivi".

"Si crea un'energia e un'interazione tra il lavoro degli artisti - le ha fatto eco Giordanetti - che viene anche influenzata dalla meraviglia di questo luogo".

E il luogo che a poco a poco si continua a definire davanti agli spettatori comprende certamente lo spazio della mostra, ma è anche qualcosa di più vasto: una possibile idea di ciò che significa essere contemporanei.

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