Milano (askanews) - Un ritorno a Picasso, attraverso una sorta di archeologia delle sue fonti classiche, per guardare in profondità la portata della sua lezione artistica, una di quelle più rilevanti del XX secolo. Palazzo Reale a Milano presenta la propria grande mostra autunnale con "Picasso - Metamorfosi", curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei civici di Avignone, che mette a confronto, come direbbe Leonard Cohen, le mitologie fondative dell'artista spagnolo. Un pittore che fin da giovanissimo fece i conti con l'antichità, salvo poi trovare con tenacia la propria via.

"Evidentemente - ci ha spiegato madame Picard - lui si è distanziato dall'eredità accademica ed ellenistica ed è andato a cercare nell'antichità greco-romana altre cose, è andato a studiare gli idoli delle Cicladi, gli ex voto spagnoli. Così facendo ha rivoluzionato completamente la storia dell'arte del XX secolo con Le Damoiselles d'Avignon, che guardano all'antichità del VII secolo avanti Cristo".

Per comprendere fino in fondo Picasso, insomma, l'idea è che sia necessario fare l'esperienza diretta del confronto con i suoi modelli classici, per capire anche come l'artista abbia trovato le energie per rinnovare continuamente il suo lavoro. E questo è il cuore della mostra milanese.

"Picasso - ha aggiunto la curatrice - ha saputo integrare tutte le tradizioni e ha saputo costruire qualcosa d'altro, rompendo ogni legame con l'antichità, uscendo dagli schemi per proporre qualcosa di innovativo e originale. E' lo stesso Picasso a dirlo e crediamo che si possa vedere in questa esposizione".

Nonostante l'assenza di illuminazione naturale, una tara che le mostre italiane continuano a pagare troppo spesso, le opere di Picasso emergono in tutta la loro forza fin dalla prima sala, dove è esposto un magnifico Bacio del 1969.

"Il tema del bacio - ha concluso Pascale Picard - è ovviamente molto importante e l'opera testimonia l'erotismo e il sentimento amoroso che è presente in tutta la carriera e in tutta la vita di Picasso".

Una vita che è stata, a sua volta, una lunga battaglia per l'auto affermazione, a volte fino eccessiva, ma i cui lasciti sono, comunque la si pensi in termini di storia dell'arte, impossibili da ignorare, soprattutto, e qui la mostra milanese vince la propria sfida, grazie all'evidenza storica della sua interpretazione in confronto agli archetipi della rappresentazione.

La mostra di Palazzo Reale è promossa e prodotta dal Comune di Milano con MondoMostreSkira e resta aperta al pubblico fino al 17 febbraio 2019.