Cultura
Gli enigmi di de Chirico, e di oggi, per i 40 anni di Mazzoleni
Torino, 30 ott. (askanews) - Quarant'anni di una galleria d'arte che è partita da Torino per girare il mondo, ma che nel capoluogo piemontese ha tenuto le sue radici e il centro del suo lavoro. Mazzoleni conclude i festeggiamenti per i quattro decenni di attività con una mostra dedicata a Giorgio de Chirico, "Enigma contemporaneo", nella quale opere molto importanti del grande protagonista della Metafisica dialogano con gli artisti di oggi. "Siamo partiti con grande passione la nostra famiglia naturalmente, non parlo di me personalmente - ha detto ad askanews Davide Mazzoleni, figlio del fondatore della galleria - con questo interesse per de Chirico. De Chirico ci ha accompagnato sempre, è stato nella nostra collezione e qua abbiamo voluto ringraziare la città per quello che ci ha dato, perché questi 40 anni sono stati 40 anni veramente intensi, pieni di soddisfazioni, e vogliamo ringraziare con questa mostra anche tutti gli artisti che ci hanno accompagnato in questi decenni di storia". L'esposizione presenta capolavori assoluti, sia della serie delle piazze di De Chirico, sia opere meno viste, ma altrettanto potenti. Che vengono valorizzate dalla relazione, come accade per esempio con Le muse inquietanti, forse il de Chirico più famoso in assoluto, accostato a un dipinto di Salvo, o ancora nello scambio di prospettive con le opere intrecciate da Marinella Senatore su suggestioni dechirichiane. "È veramente interessante - ci ha detto l'artista - riscoprire e ristudiare artisti del suo calibro. Io amo queste sfide, amo i collegamenti, amo la narrazione tutta. Quindi trovare veramente dei fili, in questo caso tecnicamente proprio, che congiungessero le nostre narrative è stata una sfida interessante e credo che abbia molto senso anche per il mio posizionamento in una galleria come quella di Mazzoleni che ha una heritage così importante di artisti moderni, e poi noi del contemporaneo ci misuriamo con questo patrimonio". Altri accostamenti felici sono quelli con una notevole serie di crepe di Andrea Francolino, che costruisce una quadreria geografica misteriosa, ma anche con una delle grandi spiagge di Massimo Vitali, che qui si tramuta in una piazza d'italia postmoderna e tenera. E a emergere alla fine è una sorta di autoritratto dei Mazzoleni. "Sì è una mostra molto molto intensa - ha concluso Davide Mazzoleni - e rappresenta un po' la nostra famiglia, rappresenta il percorso che abbiamo fatto e questa è la passione che ci ha portato a arrivare fino qui, perché 40 anni non sono pochi". L'enigma di de Chirico continua ad accompagnarci, e la sensazione, attraversando le sale e i ricordi che ciascuna opera porta a livello personale, è che senza enigmi di questo tipo la vita sarebbe parecchio meno interessante.