Matera (askanews) - Da vergogna d'Italia a vergogna di esserci vergognati. A Ferragosto 2018 migliaia di turisti hanno letteralmente invaso Matera, in Basilicata, nominata Capitale della Cultura 2019. Sono tutti innamorati dei Sassi, le abitazioni rurali costruite con il tufo in grotte naturali.

Il percorso di riscatto di Matera, è iniziato nel 1993 - quando il sito archelogico dei Sassi fu riconosciuto Patrimonio mondiale dell'Unesco - trasformando la città in meno di 30 anni una delle mete turistiche più incantevoli e apprezzate.

Matera, dopo Aleppo e Gerico, è al terzo posto nella classifica dei villaggi trincerati più antichi del mondo, con i suoi 10mila anni di storia Matera oggi rappresenta una finestra temporale su un passato ricco di cultura e tradizione, ma anche di miseria e sacrificio.

I Sassi furono abbandonati per decreto del governo De Gasperi nel 1952 per motivi igienico-sanitari. La popolazione dovette lasciare le Case Grotte dove viveva, condividendo un unico ambiente con bambini e animali, per trasferirsi in case popolari di nuova costruzione realizzate nella parte alta.

I Sassi furono murati e addirittura trasformati in discarica. Ancora oggi molto di essi, demanio statale, sono in stato di abbandono.

Ma il destino di Matera come città di cultura probabilmente era già scritto, nel 1882 iniziò qui la sua carriera di insegnante di Latino e Greco presso il liceo cittadino, Giovanni Pascoli. Il Carlo Levi di "Cristo si è fermato a Eboli", invece, definì i Sassi la rappresentazione dell'Inferno di Dante.

Poi le meraviglie di Matera furono scoperte dal Cinema e da registi come Comencini e Pasolini, fino a Mel Gibson che nel 2003 ne fece il set del suo "The Passion". E Matera tornò alla vita una seconda volta.

Oggi è possibile dormire nei bed & breakfast ricavati nei Sassi, visitare, il sito archeologico, le chiese rupestri con affreschi del XIII secolo e la Casa Grotta di Vico Solitario, ricostruita con mobili e utensili artigianali d'epoca.