Cultura

Emilio Solfrizzi è "Il Malato Immaginario" di Molière

Milano, 7 nov. (askanews) - Ridere delle paure di cui siamo un po' tutti vittime, in occasione dei 400 anni dalla nascita di Molière, Emilio Solfrizzi si cala nei panni di Argante, protagonista de "Il Malato Immaginario". Un ipocondriaco tremendamente solo, eternamente disperato che non ne vuole proprio sapere di stare bene come racconta Emilio Solfrizzi.

"E' un'opera attualissima, credo che Il Malato Immaginario sia l'opera più attuale sui palcoscenici in questo momento noi sappiamo quanto la pandemia ha creato tantissimi Argante, tantissime persone in fuga dalla vita, sono quelli che rinunciano a venire a teatro, al cinema a frequentare luoghi dove ci sono altre persone per paura di contrarre la malattia. Argante è un uomo che ha più paura di vivere che di morire per cui è un personaggio attualissimo".

Argante spesso rappresentato come anziano, in realtà fu scritto da Molière per sé stesso, per un uomo sui 50 anni. Solfrizzi ridà giovinezza al personaggio. Un archetipo di tutta la commedia successiva

"Noi di quest'opera abbiamo voluto evidenziare la parte divertente, perché pur essendo Argante un personaggio tragico è molto divertente, un personaggio in cui tragicità e comicità coincidono".

Nella versione in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 22 novembre del regista Guglielmo Ferro un allestimento suggestivo che fa riflettere.

"Sulla scena campeggia una torre che è abitata esclusivamente da questo Argante, questo è un luogo dove Argante è prigioniero ed è prigioniero dei propri incubi, circondato dalle medicine e dai suoi medici. Devo dire che è un'idea fortissima per raccontare le paure, gli incubi e le fobia di un piccolo uomo tragico e comico come Argante".

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