Cultura

Cinema, primo festival del Cinema libanese a Roma: “Non siamo solo guerra”

(LaPresse) “Il Libano non è solo guerra e distruzione, il Libano è pace e resistenza culturale”. Questo è lo spirito che anima la prima edizione del Festival del cinema Libanese presentato oggi a Roma presso la sede della Stampa Estera. Un festival che verrà ospitato al Cinema Barberini dal 27 al 28 maggio e che nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Culturale Italo-Libanese, l’ambasciata libanese in Italia, il think tank Cosmo e la Fondazione Med-Or. Dopo il successo del Festival du Film Libanais de France, la manifestazione arriva per la prima volta anche a Roma con un’edizione dedicata al tema “Libano Plurale”: un viaggio cinematografico nella cultura, nella memoria e nella complessità di un Paese storicamente crocevia di popoli, confessioni e identità. “Il Libano è veramente plurale", spiega Sara Abou Said, Presidente del Festival del Cinema Libanese in Italia. "È plurale per la quantità di diverse confessioni che ci sono e per la quantità di popolazioni diverse, tra rifugiati e non rifugiati. Tanti si sono integrati molto bene, altri un po' meno. In questo festival parliamo del Libano unito, in cui i libanesi chiedono solo di essere ascoltati. La selezione del film è stata il risultato di un grande lavoro, minuzioso, molto profondo, per cercare di dare voce a tutti".  “Questa è la prima edizione a Roma", aggiunge Carla Jazzar, Ambasciatrice del Libano in Italia, "e questo è esattamente il momento per fare questo tipo di festival in Italia come in altri Paesi. Si pone l'obiettivo di mostrare un'immagine diversa del Libano, diversa dalle immagini che vedete normalmente: immagini di distruzione, di guerra, di rifugiati, di persone spostate. Questo è un modo per dimostrare che il Libano ha una cultura, ha talento, ha creatività. Ci sono molte persone che cercano la pace e la stabilità per la creatività e per lavorare normalmente come qualsiasi persona”, conclude.
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