Venezia (askanews) - Visitatori in crescita e, soprattutto, una straordinaria partecipazione di giovani. Si è chiusa con questo sintetico bilancio, la 16esima Biennale di Architettura di Venezia, curata dalle architette irlandesi Yvonne Farrell e Shelley McNamara, dedicata quest'anno all'idea di spazio libero, "FREESPACE". Un'idea culturale, ma anche sociale e politica molto forte, destinata a lasciare un segno.

Durata poco più di 6 mesi, questa Biennale, molto intensa sia per quanto riguarda la mostra sia per quanto proposto dai padiglioni nazionali, si è conclusa con oltre 275mila visitatori, a cui si aggiungono 14.434 presenze durante la pre-apertura. I dati, confrontati con i 260mila visitatori del 2016, registrano un incremento del 6%. Molto interessante, e di buon auspicio per il futuro, la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni hanno infatti rappresentato il 50% del totale. A dimostrazione di quanto l'istituzione veneziana sia viva, e buona parte del merito va a un protagonista vero della cultura italiana, come il presidente della Biennale Paolo Baratta, mai banale nelle proprie considerazioni.

"Noi attraverso queste Biennali - ha dichiarato Baratta - intendiamo offrire occasioni per, se non un rivolgimento, una maggiore apertura del nostro sguardo sulle cose del mondo, per una maggiore apertura della nostra mente a comprenderle, per una maggiore apertura a immaginare quello che sarà necessario nei prossimi anni".

Molto soddisfatte nella giornata conclusiva anche le due curatrici. Con Yvonne Farrell a parlare proprio dell'importanza di essere a Venezia.

"Vogliamo dire - ha spiegato l'architetto - che i primi partecipanti sono stati gli edifici, Venezia lo è stata, e anche se per questo FREESPACE abbiamo invitato centinaia di architetti, la vera protagonista è stata Venezia. Per questo è stato magnifico".

La Biennale, in ogni caso, non si ferma e l'appuntamento ora è fissato per la prossima esposizione d'arte, che a maggio aprirà i battenti con la curatela di Ralph Rugoff: un altro grande appuntamento per fare il punto, a Venezia, sullo stato del contemporaneo.