Cultura

"Bussano alla porta", Shyamalan: noi siamo responsabili del mondo

Roma, 23 gen. (askanews) - Il regista de "Il sesto senso", "The Village", "Split" M. Night Shyamalan, torna con un nuovo film molto atteso, "Bussano alla porta", nei cinema dal 2 febbraio. Questa volta protagonisti del thriller sono una bambina e i suoi due genitori, che vengono presi in ostaggio da quattro sconosciuti armati, in uno chalet isolato. La famiglia deve scegliere di sacrificare un proprio componente per evitare catastrofi che coinvolgerebbero tutto il mondo. Ancora una volta Shyamalan attraverso l'immaginazione e la sua narrazione cinematografica ci mette di fronte alla nostre paure più profonde, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi anni, dalla pandemia alle catastrofi naturali.

"In qualche modo abbiamo intravisto la fine del mondo ma allo stesso tempo un nuovo inizio. Non so se valga solo per me, ma tra tutte le cose terribili che sono successe a tutti noi, dai cambiamenti climatici alla pandemia, credo sia necessario pensare che questo è un momento. E questa storia di fiction dice: questo è un momento di svolta. Nel film, naturalmente, è una singola famiglia che deve decidere qualcosa".

Dave Bautista è il leader dei quattro minacciosi individui che entrano in quello chalet, portatori di un messaggio che per tutta la durata del film non si sa se sia reale o immaginario. Mentre il messaggio del film è un richiamo alle nostre responsabilità.

"Noi siamo molto piccoli ma allo stesso tempo siamo Dio. Con il Namaste ti inchini di fronte al dio che è in te. In maniera molto profonda noi diciamo che siamo responsabili di tutto e tu puoi cambiare tutto se cambi il tuo modo di pensare. Io credo in questo e il film è un racconto di finzione su quante implicazioni ci sono quando una persona, o tre persone, prendono una decisione".

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