Cultura

Argentina, tango in crisi; il Mondiale si tiene virtualmente

Roma, 27 ago. (askanews) - Il Covid non ferma il tango argentino, ma lo confina al mondo virtuale; il Mondiale che si tiene a Buenos Aires ogni agosto fra lezioni, concerti, chiacchiere e le gare di coppia, questa settimana si conclude online. Per Veronica Pascual e Sergio Saucet, compagni anche nella vita, è stata l'occasione per ritrovarsi nell'abbraccio della danza.

"Se fai un video, i giudici hanno più occasione di dire ah vedi un po', qui c'è il piede storto, torna indietro. Se stai danzando in sala e non vai a tempo per un momento e la giuria non se ne accorge perfetto; ma qui non si può sbagliare nulla. E' più difficile".

I concorrenti infatti partecipano inviando i loro video, una modalità che a molti non piace; e i concerti che accompagnano il mondiale si sentono per via virtuale. L'orchestra Rantifusa ha deciso di partecipare lo stesso, nonostante qualche dubbio; perché, spiega la cantante Natalia Martìnez: "Certamente le condizioni non sono buone, né tecniche, né economiche e c'eano molti disaccordi, ma partecipiamo perché ci sembra giusto occupare questo spazio, per le donne e per la nostra proposta artistica".

Il tango è vita in Argentina, è anima e corpo. Ma non è solo la versione virtuale invece che sulle piste da ballo a suscitare perplessità; molti non hanno partecipato per protesta, per reclamare finanziamenti a questa arte nazionale, bloccata dal Covid-19. Come chiede Julio Bazòn, presidente dell'associazione degli organizzatori di Milonga a Buenos Aires, qui nello storico Club Gricel, chiuso da cinque mesi per la pandemia.

"Come è possibile che non si diano risorse ai lavoratori, alle milonghe per curare i loro spazi, alle compagnie di ballo, ai musicisti, alle orchestre, ai cantanti, ai maestri? Ci deve essere una forma di supporto. Noi teniamo vivo il tango, questa è la verità, e lo diffondiamo nel mondo intero!"

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