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Presidio davanti alla portineria C

Ex-Ilva, trasportatori e creditori assediano la fabbrica. Ecco le loro motivazioni

di Domenico Palmiotti

I trasportatori e gli imprenditori dell'indotto-appalto siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, di Taranto, sono da questa mattina, 18 novembre, in presidio davanti alla portineria C della fabbrica per rivendicare il pagamento delle fatture scadute da parte della multinazionale dell'acciaio. Pagamento promesso negli ultimi giorni dall'ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli, ma di fatto non ancora avvenuto, e questo sta mettendo le imprese in seria difficoltà. Ci sono infatti aziende che hanno annunciato che non potranno pagare gli stipendi ai propri dipendenti - è il caso per esempio della Gamit -, altre, invece, come Iris, Allestimenti elettrici Martucci, Enetec, che hanno annunciato il ricorso alla cassa integrazione perché ArcelorMittal ha fermato gli ordini di lavoro. Sul piazzale della portineria C, dove sono schierati diversi Tir, questa mattina è arrivato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Con gli imprenditori e i trasportatori, anche il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro. Non é un vero e proprio blocco quello messo in atto ma un presidio, perché, viene sottolineato, chi lavora nell'ex Ilva, anche da imprenditore o trasportatore, al pari degli operai, non vuole l'acciaieria spenta ma, al contrario, il suo rilancio attraverso la bonifica ambientale e il lavoro.

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