Reperti etruschi recuperati in Umbria dai Carabinieri, eccezionale valore

di Nicola Barone

Otto urne etrusche, due sarcofagi e il relativo corredo funerario di età ellenistica del III secolo a.C. Provenienti da scavi illegali sono stati recuperati e sequestrati nel territorio di Città della Pieve, in Umbria, nell’ambito di un’indagine su traffico illecito di reperti archeologici dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Un’articolata attività coordinata dalla Procura di Perugia ha portato al sequestro di numerosi reperti archeologici in perfetta conservazione considerati di eccezionale valore storico e artistico.
Le urne, tutte integre, sono in travertino bianco umbro, in parte decorate ad altorilievi con scene di battaglie, di caccia e con fregi, alcune delle quali conservano pigmenti policromi e rivestimenti a foglia d’oro, altre con la raffigurazione del mito di Achille e Troilo. Dei due sarcofagi, uno è al momento rappresentato dalla sola copertura e l’altro completo dello scheletro del defunto. Particolarmente ricco il corredo funebre, composto di suppellettili e vasellame sia fittile che metallico, tra cui quattro specchi in bronzo, uno dei quali con l’antica divinizzazione di Roma e della lupa che allatta soltanto Romolo, un balsamario contenente ancora tracce organiche del profumo utilizzato in antichità, un pettine in osso, situle e oinochoe in bronzo, comunemente utilizzati dalle donne etrusche durante banchetti e simposi. L’operazione di recupero di questi reperti, e in particolare delle urne, considerata dagli esperti uno dei più importanti recuperi di manufatti etruschi mai realizzato durante un’azione investigativa, è stata illustrata dal procuratore capo della Procura di Perugia, Raffaele Cantone, con la sostituta Annamaria Greco, dal comandante dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, Francesco Gargaro, con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del ministero Luigi La Rocca. Le attività sono state avviate nello scorso mese di aprile, a seguito di una comunicazione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale che segnalava un possibile scavo abusivo nella zona fra Chiusi e Città della Pieve e il ritrovamento di importanti reperti archeologici etruschi.
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