Dopo Mitsubishi Motors, si abbatte anche su Suzuki Motor lo scandalo dei test irregolari sulle autovetture. Dopo che il titolo ha perso oggi in Borsa il 9,4% (con un calo da inizio anno del 29%), il vecchio patriarca e presidente Osamu Suzuki, 86 anni, si è dovuto recare al ministero dei Trasporti per un’improvvisata conferenza stampa, affiancato da tre dirigenti tra cui il figlio Toshihiro (al quale nel 2015 aveva lasciato la guida operativa come direttore generale dopo 37 anni).
Hanno ammesso di aver utilizzato metodi diversi da quelli previsti dalla regolamentazione giapponese su 16 modelli venduti nel Sol Levante per i test sia sulle emissioni sia sui consumi. Circa 2,1 milioni di veicoli sono coinvolti, a partire dal 2010. La vicenda, però, appare a prima vista meno grave di quella di Mitsubishi Motors, in quanto è stato sottolineato che test regolari ai quali le vetture sono state sottoposte hanno evidenziato che non ci sarà necessità di alterare i dati correnti. Inoltre è stato escluso un impatto su vetture vendute all'estero