Per la quarta volta in cinque anni, porta fortuna al premier giapponese Shinzo Abe tenere l'ultimo comizio elettorale a Akihabara il quartiere di manga, cosplay e gadget elettronici di Tokyo che il suo vicepremier Taro Assodi dice di amare. La coalizione imperniata sul Jiminto (partito liberaldemocratico di Abe) ha conquistato una grande vittoria alle elezioni per il rinnovo di meta' della Camera Alta: con formazioni minori, ora il premier puo' contare sulla necessaria maggioranza di due terzi in entrambi i rami della Dieta favorevole a cambiare la costituzione ultrapacifista dettata dagli americani e mai modificata in quasi 70 anni. Sicuramente cerchera' di farlo nel corso dei due anni che gli restano alla guida del governo. La Borsa di Tokyo ha reagito con un rialzo del 4% sull'attesa di nuovi stimoli fiscali all'economia da un Abe uscito rafforzato dalle urne. Gli investitori sperano che non dimentichi le riforme economiche e non si concentri sulla controversa revisione costituzionale.
Tra le ragioni della vittoria di Abe, la debolezza delle opposizioni e l'appeal della stabilita' di governo. E alcune mosse azzeccate come il ricorso a candidati di bandiera del mondo dello spettacolo e dello sport, neoletti “senatori”.