Come sempre nelle campagne elettorali Giappone, i politici parlano dal tetto di camioncini in zone trafficate, tra gente che per lo più passa senza mostrare molto interesse. Alle elezioni del 10 luglio per il rinnovo di meta' della Camera Alta si profila un astensionismo superiore al 50%, ma la posta in gioco questa volta e' molto alta: la riforma della Costituzione. Il premier Shinzo Abe punta a due terzi dei seggi assieme ad altri tre partiti favorevoli alla riforma costituzionale, per poterla avviare (alla Camera Bassa la necessaria maggioranza di due terzi c'e' gia'). Ma Abe preferisce parlare d'altro, in quanto il tema e ‘ molto controverso. Abe dice che l'Abenomics funziona: le occorre solo più tempo, Ma l'opposizione ribatte: non e' vero e in più il vero scopo del premier sarebbe quello modificare la costituzione ultrapacifista: sa che il tema e' molto divisivo e per questo ne parla poco. Le opposizioni sono riuscite ad accordarsi per un candidato unico nei collegi uninominali e sottolineano che le tre frecce dell'Abenomics sono spuntate, tanto più ora anche la Borsa ha ripiegato, lo yen si e' rafforzato e stanno tornando le pressioni della deflazione, Per la prima volta l'eta per votare e stata abbassata da 20 a 18 anni, ma molti giovani hanno poco interesse per la politica. Abe punta su vari fattori favorevoli, tra cui la gloria di aver ospitato il G7 e la rivendicazione di esser stato il primo premier giapponese a portare un presidente americano a Hiroshima. Gia' nelle precedenti elezioni il premier aveva parlato soprattutto di economia, per poi passare ad attuare la sua agenda politica con la promozione delle nuove leggi sulla difesa collettiva, che avevano provocato ampie proteste di piazza. L'art 9 della costituzione dice che il Giappone non può avere forze armate: la sua portata e' gia' stata ampiamente svuotata e oggi Tokyo può contare su un dispositivo militare efficiente. Per molti, pero', l' articolo 9 resta come potente simbolo di impegno a una politica pacifica e la sua abolizione rischia di aggravare le tensioni internazionali, ad esempio con la Cina. Inoltre l'attuale Costituzione, mai modificata in una settantina d'anni, viene diffusamente considerata un presidio contro ogni possibile ritorno dell'autoritarismo.