Roma, (TMNews) - Proteste contro una sentenza della Corte europea di giustizia, vengono dalla Fondazione Wikimedia, l'organizzazione noprofit che gestisce Wikipedia, l'enciclopedia online aperta agli utenti.La sentenza della Corte Europea sancisce "il diritto ad essere dimenticati" ovvero afferma che ogni individuo può chiedere ai motori di ricerca su Internet di cancellare i dati che lo riguardano se diventano anacronistici o - e questo è più delicato - se li ritiene imprecisi.Protesta Geoff Brigham, del Wikimedia General Counsel: "La corte Europea" dice, "con questa sentenza ha abbandonato la sua responsabilità di garantire il diritto alla libertà di espressione e l'accesso alla libera informazione, cruciali per una società democratica."Per Brigham bisogna parlare delle implicazioni pratiche e del rischio che la storia e il web diventino un tessuto di buchi di memoria.Indignazione anche dal fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, che però non teme che la sentenza abbia simili riverberi anche negli Stati Uniti."Credo" dice, "che sia impensabile. Le tradizioni del primo emendamento sulla libertà di espressione e la giurisprudenza sono molto forti negli Usa. Sarebbe inconcepibile che la Corte Suprema fosse d'accordo a obbligare Google a cancellare per esempio un link a un articolo di giornale."